NEW YORK (U.S.A.). Il genere Homo comparve più di 3 milioni di anni fa?

Pubblicato il : 23 Maggio 2015
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183229355-45ec335c-8d58-4b70-bad8-3e49b5d03e6cRisalgono a 3,3 milioni di anni fa i reperti scoperti in Kenya che retrodatano di ben 700.000 anni l’uso di utensili in pietra da parte di nostri antenati del genere Homo, in questo caso ominidi di una specie ancora non ben specificata.
Il risultato, descritto in un articolo di “Nature” firmato da Sonia Harmand dell’Università di Stony Brook, nello stato di New York, e colleghi di un’ampia collaborazione internazionale, consentono di riscrivere una parte della storia evolutiva dell’uomo.
Nella visione più comunemente accettata dell’evoluzione umana, l’inizio della produzione di utensili scheggiati in pietra è associato alla nascita del genere Homo, e in particolare alla sua specie più antica, Homo habilis. Si tratta di una tappa cruciale della nostra evoluzione legata alla diffusione in Africa della savana in zone prima occupate da alberi ad alto fusto.
La prima cultura nota di H. habilis  è quella di Oldowan, i cui reperti, datati a 2,4-2,3 milioni di anni fa, sono stati scoperti nel 1964 nelle gole di Olduvai, in Tanzania. Successivi ritrovamenti nello stesso sito, datati a 2,6 milioni di anni fa, hanno però suggerito che la prima produzione di utensili litici sia da attribuire a specie precedenti di ominidi, dotati già di una discreta abilità nello scheggiare la pietra.
I nuovi utensili in pietra sono stati ritrovati nel sito di Lomekwi 3, nei pressi del Lago Turkana in Kenya, e risalgono a 700.000 anni prima. Si tratta di incudini, pietre utilizzate come martelli, ciottoli lavorati e nuclei, cioè ciottoli non lavorati da cui si ottenevano, per scheggiatura, strumenti appuntiti.
L’analisi dei reperti ha già dato il via alle congetture sulle capacità motorie e cognitive degli ominidi che le hanno prodotte, battezzati Lomekwiani. Secondo gli autori, gli utensili di Lomekwi indicano il possesso di una forte presa e di un buon controllo motorio: la forma delle pietre e i segni che vi sono impressi dimostrano che venivano usati con vigore per pestare oggetti o produrre schegge affilate.
I movimenti della mano e del braccio richiesti per queste azioni, secondo Harmand e colleghi,  probabilmente erano molto più simili a quelli utilizzati dagli scimpanzé e dagli altri primati per rompere i gusci dei frutti che a quelli necessari all’uso degli utensili delle culture Oldowan.
Resta il fatto che la scheggiatura delle pietre per renderle affilate è un passaggio decisivo rispetto alla semplice battitura, e ciò fa propendere per l’appartenenza dei Lomekwiani al genere Homo.

Fonte: http://www.lescienze.it, 20 maggio 2015

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