MONCALIERI (To). La collezione archeologica del Real Collegio.

Pubblicato il : 20 Novembre 2016

La collezione archeologica del Real Collegio è il frutto dell’intenso lavoro del Padre Barnabita Luigi Bruzza, tra il 1839 e l’anno della sua morte, nel 1883.

Kantaros magnogreco IV sec. a.C.
Kantaros magnogreco  IV sec. a.C.

Padre Bruzza si appassionò alla conoscenza dell’antichità durante i suoi studi a Roma, sotto la guida di Padre Ungarelli, uno dei fondatori dell’egittologia in Italia. A Roma entrò in contatto con studiosi del calibro di Heinrich Dressel (l’autore della celebre tabella di classificazione delle anfore romane) e per oltre quarant’anni, nel corso dei suoi soggiorni a Roma, Napoli e Vercelli collezionò reperti archeologici, frutto di acquisti presso gli antiquari o di donazioni.
La collezione rispecchia l’interesse culturale e intellettuale del suo raccoglitore in quanto rivela un approccio decisamente moderno e scientifico, oltre che didattico.
In un secolo in cui gli archeologi ottocenteschi cercavano prevalentemente l’oggetto raro, bello e prezioso Padre Bruzza collezionò soprattutto oggetti di uso quotidiano.
Il merito maggiore di Luigi Bruzza è quindi consistito nell’essersi reso conto che l’oggetto antico è sempre prezioso per studiare e comprendere il passato… anche se non stupisce, non luccica e non si può vendere per una forte somma.
La collezione è ordinata secondo varie sezioni che comprendono: vasi, lucerne e figure di coroplastica, oggetti in vetro e osso, reperti egiziani, tra cui parti di mummie, oggetti di uso domestico e bronzetti, epigrafi greche e latine, frammenti di affreschi nonché una ricca raccolta di monete e medaglie.
Padre Bruzza ha contrassegnato ogni pezzo della collezione con piccole etichette ovali numerate, tuttora visibili e, per ogni pezzo, ha lasciato una sintetica descrizione manoscritta, corredata dai dati in suo possesso in merito alla provenienza, alla datazione, ecc.
Non di rado le sue annotazioni riempiono il vuoto lasciato dalla disinvolta asportazione dei reperti dal contesto di giacitura originaria.

Lekytos attica VI-V sec. a.C.
Lekytos attica VI-V sec. a.C.

Il suo catalogo, contenente, tra l’altro, i disegni dei bolli o la riproduzione delle epigrafi, rivela in lui una competenza straordinaria e una interpretazione coltissima dei testi greci, egizi o latini.
La catalogazione data a suo tempo da Padre Bruzza venne ripresa da Padre Domenico Frigerio che provvide ad aggiungere un’ulteriore numerazione dei reperti.
Nel 1991 la Soprintendenza di Torino iniziò la redazione di schede per i reperti, con una nuova numerazione ma tale opera non fu mai completata ed è sfortunatamente corredata da una modesta documentazione fotografica.
Successivamente nel 1996 la dottoressa Emanuela Zanda della stessa Soprintendenza di Torino diede incarico alla dottoressa Cristina Stecca di catalogare e fotografare l’intera collezione archeologica per la sua Tesi di Specializzazione. Il lavoro portò alla schedatura dei singoli reperti che furono anche fotografati per evitarne la eventuale dispersione per la prevista chiusura del Real Collegio.
La poderosa Tesi fu depositata presso la Biblioteca della Soprintendenza ed fino ad oggi è rimasta la più completa analisi scientifica di questa Collezione.
Dopo la chiusura della Scuola del Real Collegio, nel 1998, i pochi Padri Barnabiti rimasti si trasferirono nella adiacente casa Mombello, lasciando nei locali del Real Collegio stesso le loro preziose collezioni scientifiche e naturalistiche ma portarono gelosamente con loro la collezione archeologica.
A partire dal gennaio 2016 i soci del Gruppo Archeologico Torinese hanno avviato un lavoro di revisione dell’intera collezione che ha portato ad una completa documentazione dei reperti in versione informatica ed alla conseguente tutela e valorizzazione della raccolta nonché alla riapertura del museo al pubblico.

In allegato: la-collezione-archeologica-del-real-collegio

I volontari del GAT, alle ore 10 di ogni secondo sabato del mese a partire dal 14 gennaio 2017, condurranno visite guidate per far conoscere più approfonditamente i preziosi reperti.
Per partecipare alle visite guidate è sufficiente prenotare presso la segreteria del GAT (e-mail: segreteria@archeogat.it oppure cell. 388 800.40.94) e presentarsi alla casa dei Barnabiti in via Real Collegio 28 a Moncalieri.

Le immagini presenti in questo articolo e nell’allegato sono state riprese dal GAT grazie alla cortesia dell’ordine dei Barnabiti.

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