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Michele Zazzi. La tomba della Montagnola a Sesto Fiorentino (FI).

sesto fiorentino

Nel giugno del 1959 previa autorizzazione della sovrintendenza alle Antichità a Quinto nel comune di Sesto Fiorentino fu portata alla luce la tomba orientalizzante della Montagnola.
L’ipogeo risultava coperto da un grandioso tumulo di circa 70 m. realizzato artificialmente e delimitato da una fila di pietre infisse verticalmente sul terreno.
La tomba presentava un dromos riempito di terra e tre camere disposte a croce. La struttura fu realizzata in alberese ed arenaria con blocchi collocati uno sull’altro, secondo il sistema degli strati aggettanti. Alla tomba si accede tramite un corridoio a cielo aperto della lunghezza di 14 m che conduce ad un dromos interno a pseudo volta.
sesto fiorentinoDal corridoio interno si accede alle due camere laterali di forma rettangolare con copertura a falsa volta. Un passaggio della lunghezza di due metri collega il dromos interno con la camera di fondo attraverso un’apertura a pseudo arco ogivale. La camera principale ha pianta circolare (con diametro ed altezza di circa 5 m.) con copertura a pseudo cupola (tholos) e con al centro un ampio pilastro con funzione meramente ornamentale. Sul pilastro vi erano fori di chiodi cui dovevano essere appesi oggetti del corredo. Accanto al pilastro vi è un grosso masso forse utilizzato per sacrifici in favore degli dei.
La tomba risultava già depredata ed all’interno furono rinvenuti piccoli vasi di alabastro e in bucchero e frammenti di metallo ossidato, di rame, osso, avorio ed oro. Tra i reperti in particolare sono stati ritrovati un alabastron di bucchero ionico decorato ad incisione, una parte di gamba in avorio di uno sgabello pieghevole (sella curulis?), una fibula d’oro a sanguisuga, una tenia d’oro con rosette applicate, uova di struzzo decorate.
sesto fiorentinoSul corridoio interno vi erano i resti di un letto in lamine di ferro utilizzato per il rito funebre.
Le pareti erano dipinte di rosso e sull’intonaco degli stipiti posti all’ingresso delle celle laterali e sul pilastro centrale vi erano graffiti con scrittura etrusca e disegni di piante e di animali.
La qualità dei materiali e la grandiosità della struttura attestano che la tomba apparteneva ad una ricca famiglia dell’aristocrazia locale.
L’ipogeo è databile intorno al 625 a.C.

Sulla tomba della Montagnola cfr., tra gli altri:
Le tombe etrusche della Montagnola e della Mula a sesto Fiorentino, apice libri, 2019;
– sito della Pro Loco di Sesto Fiorentino e relativa visita virtuale;
sesto fiorentino– Alessandro Mandolesi, Grandi Tumuli Etruschi, All’Insegna del Giglio, 2020, pagg. 70 e 71.

Autore: Michele Zazzi – etruscans59@gmail.com

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