Marina CELEGON. Il pesce … e il pescare.

Pubblicato il : 6 Settembre 2020
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Nella sala degli annali di Thutmosi III (1481-1425 a.C.) a Karnak, tra le liste dei tributi provenienti dai paesi assoggettati durante le numerose campagne militari che portarono il sovrano fino all’Eufrate, tra grandi quantità di oro, argento, lapislazzuli e turchese sono citati blocchi e cilindri di vetro grezzo per un totale di 115 kg di vetro blu scuro e 83 di vetro azzurro chiaro.
Thutmosi chiama il vetro “lapislazzuli o turchese di Menkheperra (un altro dei suoi nomi)” e doveva amare molto quel materiale dato che ci sono arrivati bicchieri e ciotole in vetro con il suo cartiglio. Forse per questo dalle sue campagne in Medio Oriente Thutmosi portò con sé in Egitto anche abili artigiani in grado di lavorare il materiale grezzo e, cosa ancor più importante, capaci di insegnare agli artigiani egiziani a produrre e lavorare questo nuovo materiale.
In breve tempo oggetti in vetro furono fabbricati da artigiani locali in autentico stile egiziano. Gli scavi ad Amarna, la capitale fondata una cinquantina di anni più tardi da Akhenaton (1375-1335), ed abbandonata poco dopo la sua morte, sono stati scavati diversi laboratori artigianali per la produzione del vetro, con crogioli, attrezzi e resti del processo produttivo oltre che di prodotti finiti.
Da Amarna proviene questo vaso per unguenti o profumi, conservato al British Museum, forse il più spettacolare di un piccolo gruppo di vasi a forma di pesce “bolti”, molto comune nel Nilo e spesso rappresentato negli oggetti. Il corpo e la coda sono in vetro blu con finitura opaca ed decorati con semplici festoni di vetro sottile in gruppi di linee bianche e gialle. Anche le pinne sono realizzate con fasce di vari colori (blu, bianco, giallo e blu turchese). Un filo giallo delinea la bocca e gli occhi sono cerchi bianchi con le pupille nere. Questo raffinatissimo oggetto venne ritrovato sotto il pavimento di una casa privata di medie dimensioni insieme ad altri oggetti di vetro e metallo ed è stato abilmente restaurato.
Thutmosi, parafrasando un antico proverbio, aveva non solo dato un pesce ai suoi artigiani, ma aveva fatto in modo che imparassero a pescare … producendo da soli quei ricercati oggetti in vetro che gli egiziani desideravano tanto.

Autore: Marina Celegon

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