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Giuliano CONFALONIERI. Restauri a Finale Ligure.

Uno dei borghi storici più interessanti della Liguria è quello di Finale Ligure.
Qualche anno fa è stato ricuperato nella sua bellezza originale il complesso dei Chiostri di Santa Caterina che ospita la civica biblioteca, la sezione dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, un auditorium ed il Civico Museo del Finale (campioni fossili, manufatti archeologici del Neolitico, testimonianze ossee dell’Orso speleo e sepolture umane come quella di un giovane guerriero di 19.000 anni fa).
Adesso, per merito della Soprintendenza ai beni architettonici della Liguria, è stata restaurata la facciata dell’antico tribunale di Finalborgo, già residenza della dinastia dei Marchesi del Carretto. I lavori saranno presentati (14/22 aprile) durante la XIV settimana della cultura con “i nuovi elementi conoscitivi emersi nel corso del cantiere e le conseguenti modalità esecutive adottate”.
CONVENTO DEI DOMENICANI DEDICATO A S. CATERINA – La vedova di Giorgio del Carretto, reggente del Marchesato, chiese al Papa il permesso di costruire una chiesa con annesso convento. L’autorizzazione fu concessa nel “1359, 19 dicembre, anno settimo del pontificato avignonese di Innocenzo VI (1352-1362)”, come risulta dalla bolla papale per la fondazione del complesso affidato ai Padri Domenicani. Nel corso della rivolta popolare del 1558 contro Alfonso II Del Carretto, il convento fu incendiato e depredato nella convinzione che i frati fossero alleati con l’odiato Marchese. In epoca di dominazione spagnola, insieme alla stabilità sociale, il governo ne incentivò la ristrutturazione. La bufera napoleonica travolse anche questa comunità. Nel 1798 il convento deve cedere le sue proprietà alla nuova Repubblica Ligure. I pochi frati rimasti dovettero sopportare anche il lungo acquartieramento delle truppe francesi e tedesche di passaggio. Nel 1810 gli ordini religiosi furono soppressi ed il complesso divenne caserma, ospedale militare e carcere. Nel 1864 la quadreria e gli arredi sacri furono rimossi e l’intera struttura fu manomessa per adattarla alla nuova destinazione penitenziaria. Ridotto in condizioni disastrose per negligenza e per interventi devastanti, dal 1965 si lavorò per ricuperarne le forme originarie e per restaurare le sale dislocate su due piani. Gli splendidi chiostri cinquecenteschi fatti costruire dal cardinale Carlo Domenico Del Carretto alla fine del XV sec. (primi esempi di architettura rinascimentale nel ponente ligure), ospitano ogni anno una serie di manifestazioni che danno al pubblico la possibilità di riassaporare i silenzi e le sonorità di questi spazi nati per la meditazione ed il misticismo. Il campanile è mozzo della cuspide perché demolita dopo il terremoto del 1887. Molto attiva è la Biblioteca Civica con una ricchissima dotazione di volumi e di materiale informatico che permette ricerche di ogni tipo.
COLLEGIATA DI SAN BIAGIO – Accenni ad un primo insediamento ecclesiale, forse una cappella, risalgono al 1261. Il nuovo edificio fu edificato con le offerte raccolte nel 1372 e con la mano d’opera gratuita. Il campanile ottagonale del XV sec., elevato in un secondo tempo, è appoggiato su uno dei torrioni circolari ubicati a difesa dei punti strategici, unica testimonianza rimasta, insieme all’abside, della precedente chiesa gotica devastata dalle vicende belliche posteriori: le truppe genovesi e quelle tedesche bivaccarono ripetutamente fino ad intaccarne la struttura. Il mausoleo di Sforza Andrea Del Carretto, munifico mecenate della fabbrica insieme ai fratelli, è sistemato all’interno sopra il grande portale d’ingresso.
PALAZZO DEL MUNICIPIO (Palazzo Ricci, 1538): le finestre quadrangolari sono divise da una colonnina, i portali sia interni che esterni sono lavorati in pietra nera e denotano una commistione di stile fra gotico e rinascimentale.
PALAZZO BRUNENGHI: al piano terra sotto la loggia a doppia arcata (Volta di Raimondo), sostenuta da capitelli caratteristici del XV sec.) venivano messi alla berlina i malfattori (‘pietra del vituperio’).
PALAZZO DEL TRIBUNALE: il grande portale in pietra nera è stato prelevato, secondo la tradizione, dal Castel Govone ed è la testimonianza dell’eleganza stilistica originale del Palazzo, sede dell’amministrazione marchionale.
MURA DI CINTA (1452) – La pianta segue la strettoia a cuneo formata dalla confluenza dei due torrenti Pora e Aquila. È quella disegnata dopo l’incendio del 1448 causato dalle lotte tra i sostenitori dei Del Carretto e la Repubblica di Genova. TEATRO AYCARDI – È il più vecchio teatro ottocentesco della Liguria. inaugurato nel 1804.
CASTEL SAN GIOVANNI – L’imponente baluardo fu eretto in periodo di dominazione spagnola dal 1640 al 1644 come avamposto difensivo e abitativo della guarnigione di CASTEL GOVONE situato qualche centinaio di metri più in alto “uno dei più insigni esempi dell’architettura militare del tardo Medioevo in Liguria”: iniziato da Enrico II nel XII sec. per essere adibito a residenza-fortezza dei Del Carretto. La poderosa torre, detta dei Diamanti per il tipico taglio delle bugne sfaccettate, fu eretta da Alfonso I nel XVI sec. dopo che il castello fu gravemente danneggiato durante la guerra del Finale (1447-1452). Ricostruito da Giovanni Del Carretto, fu demolito nel 1714 per ordine del Senato di Genova. La torre, rimasta a ricordare secoli di storia, è l’emblema ben visibile di un complesso abitativo e difensivo notevole che disponeva di un ponte levatoio, di mura perimetrali, di potenti speroni alla base dei torrioni laterali e vasti sotterranei ancora esistenti sostenuti da volte a crociera.

Autore: giuliano.confalonieri@alice.it

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