CHIUSI (SI) – QUARTIERE ARTIGIANO ETRUSCO EMERGE A PETRIOLO

Pubblicato il : 20 Ottobre 2002

Riportato alla luce un ricco quartiere artigiano etrusco a Petriolo, nei pressi di Chiusi, dove sono stati rinvenuti materiali in bucchero, bronzo e ferro che saranno affidati al Centro di Documentazione che il Comune di Chiusi sta allestendo.
Si tratta di un ricco quartiere artigiano impiantato sull’ampio pianoro del Petriolo sin dal IX sec. a.C., recuperato dopo una campagna di scavo condotta, per circa dieci anni, dall’Istituto Universitario Orientale di Napoli che ha condotto, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, il Comune e il Gruppo Archeologico Città di Chiusi.
I ritrovamenti del Petriolo, buccheri, oggetto in bronzo e ferro, sono stati presentati al pubblico la settimana scorsa da Patrizia Gastaldi, direttrice dei lavori di scavo. I risultati raggiunti nell’ultimo anno hanno permesso di definire la storia del quartiere artigianale dove si manifesta un fervore produttivo e commerciale particolarmente intenso tra VII e VI secolo, epoca nella quale gli artigiani etruschi producono numerosi materiali in bronzo, ferro, osso, richiesti dai capi della ricca aristocrazia chiusina.
”Gli abitanti del quartiere occupavano certamente un posto di prestigio nel contesto cittadino – spiega Patrizia Gastaldi; erano infatti in grado di usare la scrittura, come documentano le numerose iscrizioni rinvenute, e potevano permettersi di acquistare la bella ceramica attica che giungeva a Chiusi dalle coste del Tirreno”.
Inoltre, sono state individuate tre fornaci per la produzione di vasi, delle quali una ancora molto ben conservata, che sfornavano il rinomato vasellame in bucchero, usato per decorare le mense dei nobili o per formare il corredo delle tombe più prestigiose in tutta l’Etruria interna.
Nella seconda metà del VI secolo a.C. venne costruita una strada che dalla sommità della collina del Petriolo giungeva alla Marcianella, sede di una delle più vaste necropoli della città etrusca. La strada, larga circa tre metri, era stata sottofondata con grandi blocchi di travertino e tegolame, rinvenuto miracolosamente intatto subito sotto lo strato di terreno lavorato dall’aratro.
Fonte: ANSA 15/10/02
Autore: Davide Teri
Cronologia: Arch. Italica

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