CERIGNOLA (Fg). Uno studente consegna reperti del IV sec. a.C.

Pubblicato il : 14 Gennaio 2012
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Carabinieri e Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia non hanno dubbi. La vera notizia non sta tanto nel ritrovamento di reperti, ma della coscienza di un giovane laureando in Lettere e filosofia (Vito De Meo) che, dopo aver trovato i resti della popolazione Daunia all’interno del proprio vigneto, ha chiamato i militari dell’Arma ed indicato il luogo del ritrovamento di alcune importanti testimonianze storiche.
Il giorno 31 ottobre 2011, nella provincia di Foggia (Puglia), esattamente nell’agro di Cerignola, durante alcuni lavori agricoli, è stata effettuato un ritrovamento fortuito di beni archeologici appartenenti alla popolazione autoctona della zona, ossia i Dauni e datati intorno al IV-III sec. a.c.
“Non era mai successo, almeno a Cerignola”.
Sono le parole di Giovanna Pacilio, funzionaria della Soprintendenza ai Beni culturali pugliese, dopo il ritrovamento di 64 reperti archeologici nei pressi di Cerignola, avvenuto grazie alla segnalazione del proprietario del terreno in cui erano sepolti.
“La notizia è proprio questa – ha evidenziato il comandante della compagnia dei carabinieri di Foggia, Pasquale Del Gaudio – perchè solitamente vengono trafugati, invece siamo stati contattati sia noi che la Soprintendenza dai proprietari che hanno fatto questa sensazionale scoperta”.
Si tratta di 3 tombe a “grotticella” con corredi funerari per un totale di 64 pezzi integri più una serie di cocci, tegole e frammenti vari e sporadici. Ho deciso di agire diversamente dalla consuetudine, che prevedeva il trafugare i reperti e guadagnarci subito vendendo ogni cosa al mercato nero. Purtroppo siamo dilaniati dai tombaroli e dal macabro mercato che c’è dietro. Infatti, alcuni giornali (che le allego) hanno chiaramente scritto: “E’ la prima volta che accade un fatto del genere”. Cioè che un cittadino scopre dei beni archeologici e invece di trafugarli li consegna alle autorità.
All’interno delle tombe era ben conservato il corredo costituito prevalentemente da olle, piatti e brocche. Recuperato anche un cratere a figure rosse dove vi è rappresentato Dioniso con una mantello che pende dal braccio mentre insegue una Menade (donne che, nella mitologia greca, accompagnavano il dio Dioniso nei suoi viaggi, costituendo anche un reparto del suo esercito nel suo viaggio in India). Presenti numerosi vasetti miniaturistici ad indicare che, una delle tre tombe, sia appartenuta ad un bambino. In una seconda, invece, potrebbe essere stata sepolta una donna, data la sua presenza cospicua di ceramica da fuoco, vasellame tipicamente femminile. Di notevole importanza anche i frammenti di un netta orecchie in ferro e di una spugnetta metallica (Strigile) utilizzata pr rimuovere una mistura di olio e sabbia, che i gladiatori usavano spalmarsi addosso prima delle gare di lotta.
I reperti possono essere datati tra il IV – III sec.  a.C., e rivestono un eccezionale valore storico archeologico in quanto recuperati nella loro interezza.
Il tenente Michelangelo Stefàno, del comando Nucleo tutela patrimonio culturale di Bari, ha precisato che i terreni non sono stati sequestrati perchè non ci son reati a carico del proprietario che rinvenuto fortuitamente i reperti. Ci sarà solo una breve interruzione sui lavori di scavo nel terreno privato per l’installazione di un vigneto.
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