CAPACCIO-PAESTUM (Sa). Il museo in uno smartphone nasce l’archeologia virtuale.

Pubblicato il : 11 Novembre 2010
L’archeologia virtuale si sposta sul web e sugli smartphone. Quella che in un primo tempo era un’applicazione disponibile in appositi schermi all’interno dei musei e dei siti archeologici e che serviva a spiegare e a orientare i turisti, fa adesso un deciso salto sul web, e da qui sui cellulari di ultima generazione.
È la novità che emergerà quest’anno da Archeovirtual, la sezione audiovisiva della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, la cui XIII edizione si terrà a Paestum dal 18 al 21 novembre.
La Borsa è promossa e realizzata dalla Provincia di Salerno e dalla Regione Campania e ideata e diretta da Ugo Picarelli, presidente della Leader sas. Il tutto sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
Nel corso dell’evento si svolgeranno presentazioni di libri come “Il Bel Paese maltrattato” di Roberto Ippolito (editore Bompiani) e sezioni specifiche come Archeovirtual.
Quest’ultima è curata dall’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (Itabc) del Cnr, sotto la direzione scientifica di Sofia Pescarin. Quest’appuntamento propone ogni anno le realizzazioni più innovative e coinvolgenti nel panorama mondiale della realtà virtuale applicata all’arte e all’archeologia, è incentrato quest’anno sui musei virtuali e sulle applicazioni interattive “mobili”.
«L’edizione di quest’anno è stata preceduta da una selezione fra decine di proposte di alto livello», spiega Sofia Pescarin. «Archeovirtual presenta installazioni immersive e interattive con progetti di realtà virtuale aumentata. I progetti consentiranno al pubblico di essere protagonista viaggiando nel tempo, esplorando gli insediamenti romani di Leicester, di Teramo, della villa di Oplontis e dell’antica Cartagine; di muoversi nel clamore dell’epica battaglia delle Termopili; di entrare in una tomba cinese di primo secolo a.C.; di giocare imparando il Bauhaus; di prendere parte all’assassinio del principe Francesco Ferdinando a Sarajevo o di costruire personalmente una nave con le tecnologie dei carpentieri latini; osservare l’applicazione del Cnr “I colori di Giotto” appena presentata ad Assisi. L’edizione di quest’anno comprende una sezione destinata alle giovani promesse: studenti e giovani ricercatori autori di applicazioni di qualità».
Ci sono poi le applicazioni per gli smartphone: con il telefonino si potrà andare in giro per musei e siti archeologici e una mappa ci guiderà attraverso i monumenti di interesse. In alcuni casi una voce può dare spiegazioni e alcune applicazioni prevedono di vedere la realtà com’era in un preciso momento del passato.

Autore: Adriano Bonafede

Fonte: La Repubblica, it, Affari e Fianza, 11/11/2010

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