BORNEO. Le più antiche pitture rupestri figurative.

Pubblicato il : 10 Novembre 2018

Si trova in una grotta sulla costa orientale del Borneo la più antica pittura rupestre figurativa conosciuta, e raffigura un animale non chiaramente identificato, ma probabilmente un bovino.
La pittura risale a circa 40.000 anni fa, ossia allo stesso periodo delle più antiche statuette in avorio di mammuth rinvenute nelle grotte del Giura Svevo, in Germania, di fattura attribuibile a umani moderni. A stabilirlo è stato un gruppo di ricercatori della Griffith University, a Brisbane, in Australia, in collaborazione con studiosi del Centro nazionale di ricerca archeologica di Giacarta, in Indonesia, che firmano un articolo pubblicato su “Nature”.
Le pitture rupestri in assoluto più antiche note – come alcune di quella presenti nella grotta di La Pasiega, in Spagna – risalgono a circa 65.000 anni fa e furono create dai Neanderthal.Tuttavia, si tratta di serie di linee e punti variamente disposti. La pittura figurativa – con la rappresentazione di animali, persone o altri oggetti – è emersa solo più tardi: finora le più antiche pitture di questo tipo note erano quelle della grotta di Chauvet, nella Francia meridionale (da 37.000 a 33.500 anni fa) e quelle trovate nell’isola di Sulawesi, in Indonesia (35.400 anni fa circa).
Dalla metà degli anni novanta, nelle grotte della penisola di Sangkulirang – Mangkalihat – una regione di difficile accesso della provincia indonesiana di Kalimantan – è stata scoperta una ricchissima serie di pitture rupestri, costituite da figure geometriche, impronte di mani in negativo, pitture di animali (principalmente bovini selvatici) e, infine, figure umane e rappresentazioni di barche. Tuttavia, la datazione di queste opere era risultata finora molto difficile.
Ora Maxime Aubert e colleghi sono riusciti a stabilire l’età di una serie di pitture in quattro grotte di Sangkulirang-Mangkalihat analizzando con la tecnica di datazione uranio-torio le piccole concrezioni calcaree che si sono formate sopra ai disegni.
Nella grotta di Lubang Jeriji Saléh – che contiene 20 immagini di animali e umani e circa 300 impronte di mani – hanno in particolare individuato una raffigurazione incompleta di un animale databile ad almeno 40.000 anni fa, due immagini di banteng (Bos javanicus lowi) di 37.200 anni fa e diverse impronte di mani in negativo di datazione più incerta e varia, ma comunque compresa fra un minimo di 23.600 anni fa (l’età delle concrezioni successive alla pittura) e 51.800 anni fa (l’età del substrato).
La rappresentazione di figure antropomorfe compare solo in un’epoca più tarda, a partire da circa 20.000 anni fa, e corrisponde anche a un cambiamento di stile, sia nei tratti sia nei colori usati che da rosso-ocra (a base di bauxite) diventano viola-nero (a base di ematite).
Poiché l’arcipelago indonesiano e l’Australia hanno iniziato a essere popolati da umani moderni già a partire da 60-70.000 anni fa, ma la pittura figurativa ha fatto la sua apparizione più o meno in contemporanea alla comparsa in Europa e Indonesia, in un lasso di tempo compreso fra i 52.000 e i 40.000 anni fa, osservano i ricercatori, diventa naturale chiedersi se questa coincidenza possa essere legata a qualche flusso migratorio di nuove popolazioni finora non rilevato. E la stessa domanda si può porre per il successivo cambiamento stilistico.

Fonte: www.lescienze.it, 7 nov 2019

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