BARI: Scavi archeologici nell’area di San Pietro Maggiore e la nuova ala del Museo Archeologico.

Pubblicato il : 25 Ottobre 2005

Le ultime ricerche si sono concentrate sulla definizione in estensione degli strati postmedievale e medievale, quando il sito viene occupato rispettivamente dal quattrocentesco convento francescano, con annessa area di sepolture, e dalla chiesa romanica di S.Pietro Maggiore, citata dalle fonti dell’epoca, a sua volta eretta su un edificio di culto più antico (paleocristiano) per il momento appena indiziato dalle ricerche.

Maurizio Cerulli D. Dott. Andreassi, qual’ è l’importanza dei ritrovamenti archeologici nel sito pluristratificato di San Pietro e quale sarà la destinazione futura?
R. L’interesse archeologico dell’area era già noto da quasi un secolo grazie alle ricerche di Michele Gervasio, cui va il merito di aver evidenziato la complessa stratificazione di fasi insediative a partire dalla Protostoria fino al pieno Medio Evo, rappresentate in oltre quattro metri di deposito archeologico ben conservato.
Le ultime ricerche si sono concentrate sulla definizione in estensione degli strati postmedievale e medievale, quando il sito viene occupato rispettivamente dal quattrocentesco convento francescano, con annessa area di sepolture, e dalla chiesa romanica di S.Pietro Maggiore, citata dalle fonti dell’epoca, a sua volta eretta su un edificio di culto più antico (paleocristiano) per il momento appena indiziato dalle ricerche.
Su quest’area, di cui è indubbio quindi l’interesse storico e archeologico, la Provincia di Bari, proprietaria, ha ipotizzato la costruzione della nuova ala del Museo Archeologico di Bari, in corso di riallestimento nel vicino complesso di S.Scolastica.
Il progetto di questo nuovo comparto, dovrà adeguarsi necessariamente alle emergenze dell’area archeologica sottostante.

2 D. Dott.ssa Radina, quale direttore scientifico degli scavi di San Pietro, quali sono i rischi di pericolosità e quali sono i reperti archeologici più interessanti per uno studioso di archeologia?
R. La campagna di scavi, che ha avuto una durata di quattro mesi, è stata finanziata dalla Provincia di Bari e diretta dalla Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia. Il sito di S. Pietro sorge alla punta della Città vecchia di Bari, di fronte all’ingresso al porto e quindi in posizione strategica per la sua fruizione. Via via che i lavori procedevano e assumevano importanza e leggibilità le strutture antiche evidenziate, abbiamo auspicato di poter dare all’intervento la visibilità che meritava, consentendo l’accesso al pubblico, vista anche la richiesta proveniente da più parti. Ciò non è stato per il momento possibile per ragioni di sicurezza del cantiere. Direi che nel complesso i lavori si sono svolti in tranquillità, così come non abbiamo avuto alcun tipo di problema anche per quanto attiene ai problemi conservativi in senso stretto delle emergenze affioranti.
Numerosissimi i reperti archeologici (ceramiche, elementi architettonici in pietra, attrezzi) che consentono di datare le strutture e i piani d’uso, attualmente in corso di restauro e catalogazione. Tra questi, di grande suggestione, un prezioso anello in oro, con corniola incisa di età romana imperiale, rinvenuto nel contesto delle sepolture attinenti la chiesa di S.Pietro.

Fonte: CulturalWeb 21/10/05
Autore: Maurizio Cerulli

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