U.S.A. La dinamica delle popolazioni del Neolitico europeo.

Pubblicato il : 13 novembre 2017
neolitico

I cacciatori-raccoglitori europei del Neolitico si incrociarono ripetutamente con gli agricoltori provenienti dal Medio Oriente nell’arco di 3000 anni. Lo rivela uno studio pubblicato su “Nature” da David Reich della Harvard Medical School di Boston, e colleghi di istituti di ricerca europei. Il risultato, ottenuto sulla base di analisi di DNA antico incrociate con modelli matematici, rivela in che modo il flusso genico plasmò le popolazioni europee di quel periodo.
La neolitizzazione, cioè il passaggio verso un’economia produttiva basata sull’agricoltura e sull’allevamento, e verso un’organizzazione sociale ed economica più moderna, è considerata una tappa fondamentale della preistoria europea.
Per comprendere lo sviluppo di questo processo e la relativa cronologia è fondamentale ricostruire la dinamica delle popolazioni durante tutto il periodo. Il primo modello quantitativo che ha cercato d’integrare dati archeologici e dati genetici è stato quello della diffusione demica, definita in termini generici come il processo di colonizzazione di un’area da parte di una popolazione. Nel caso specifico si trattò della diffusione verso l’Europa di popolazioni di agricoltori provenienti dal Medio Oriente.
Le analisi del DNA antico condotte in passato hanno infatti indicato le principali migrazioni delle popolazioni anatoliche come origine dell’introduzione dell’agricoltura in Europa. Il problema è che il modello della diffusione demica non rende conto delle interazioni tra gli agricoltori e le popolazioni di cacciatori-raccoglitori che erano già in Europa durante il Neolitico.
Per esempio, le analisi del DNA antico hanno mostrato che gli agricoltori attraversano grandi porzioni di Europa mescolandosi molto poco con i cacciatori-raccoglitori. Inoltre, i dati fanno ritenere che in alcune regioni, gli agricoltori vivessero ancora in stretta prossimità con i cacciatori-raccoglitori molto dopo l’avvento dell’agricoltura. Quindi non è chiaro in che misura avvenne l’incrocio delle due diverse popolazioni, e se sia stato un fenomeno riguardante l’intero continente o viceversa un insieme di eventi locali di estensione limitata.
Per approfondire la questione Reich e colleghi hanno analizzato i genomi di 180 individui che abitavano regioni comprese nelle attuali Ungheria, Germania e Spagna in un periodo compreso tra il 6000 a.C. e il 2200 a.C.. Hanno poi costruito un modello matematico che descrive in che modo le antiche popolazioni possono aver interagito durante i loro movimenti.
I risultati dimostrano che nelle tre regioni considerate l’arrivo dei agricoltori determinò l’incrocio con i cacciatori-raccoglitori in un processo che si ripeté diverse più volte nel corso del tempo. Questi mescolamenti lasciarono numerose specifiche tracce genetiche, che fanno pensare a un complesso mosaico di interazioni locali invece che a un fenomeno uniforme su larga scala.

Fonte: www.lescienze.it, 9 nov 2017

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