Tecnologie non distruttive, indagare le aree archeologiche prima di scavare con i nuovi georadar GSSI.

Pubblicato il : 15 Agosto 2018

I nuovi georadar individuano reperti sepolti, vuoti e cavità nascoste, senza scavi. Ampia è la letteratura sull’uso dei georadar in archeologia, per individuare le zone più rilevanti PRIMA di effettuare gli scavi o di intervenire su strutture o manufatti. Lo stesso MiBACT si è dotato recentemente del più preciso georadar in commercio per il rilievo su murature, colonne e statue: lo StructureScan Mini XT, prodotto da GSSI.
I diversi modelli di georadar rilevano a diverse profondità, così si sceglie la configurazione più adatta all’applicazione. E con il noleggio dei diversi sistemi, i costi diventano davvero ridotti e proporzionali al lavoro da svolgere.
Il nuovo modello georadar UtilityScan è dedicato a rilevare il sottosuolo, fino a 10 metri (a seconda delle condizioni del terreno).
E’ uno strumento incredibilmente compatto. Solo 15 chili, senza cavi, si ripiega fino alle dimensioni di un bagaglio a mano. Le sue capacità sono all’avanguardia: rileva il sotto-suolo e localizza reperti e cavità con prestazioni eccezionali.

Info:
info@codevintec.itwww.codevintec.it

Fonte: www.archeomatica.it, 18 giu 2018

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