TARQUINIA (Vt): II sito Unesco giace nell’incuria.

Pubblicato il : 25 Settembre 2005

II consigliere Centini denuncia il degrado in cui versa la necropoli etrusca: “II patrimonio dell’Umanità abbandonato a se stesso”.

“La necropoli etrusca, proclamata patrimonio dell’umanità dall’Unesco, giace nell’incuria e nell’abbandono”. Il pesante atto d’accusa nei riguardi di Stato, Regione, Provincia e Comune viene dal consigliere di opposizione Angelo Centini. “Un anno fa – ricorda Centini – quando venne ottenuto il prestigioso riconoscimento, venne pure siglato un piano di gestione del sito fra il ministero dei Beni culturali e gli enti locali competenti per garantire la tutela, la conservazione e la valorizzazione del sito. Questo è un obbligo che questi enti hanno nei riguardi dell’umanità intera”. Invece a distanza di un anno la situazione dell’area archeologica dei Montarozzi non sarebbe migliorata, ma piuttosto peggiorata, secondo il consigliere comunale che indica con precisione le condizioni di degrado del sito Unesco.

“Tombe etrusche come quelle dell’Orco, dei Giglioli, del Barone, dei Tori, dei Pigmei, dei Leoni Rossi e del Gallo – elenca Centini – per capirsi tutte quelle che si trovano a sud del moderno cimitero, sono sommerse dalle erbacce. Sul lato opposto della stradina che attraversa l’area archeologica, la rete di recinzione è in più parti divelta e abbattuta. Quella protezione – spiega ancora il consigliere di minoranza – venne realizzata all’indomani della disastrosa alluvione dell’autunno 1987, che aveva provocato degli smottamenti in quella necropoli più antica, fatta a tumuli, per impedire ai ricercatori clandestini di approfittarsi dei danni causati dall’acqua per i loro scavi. Oggi l’area è praticamente alla mercé dei ‘tombaroli’. Per quanto riguarda invece le tombe che è possibile visitare, quelle lungo via Ripagretta, l’erba è stata falciata solamente sui sentieri che guidano i visitatori, tutt’intorno è allo stato incolto. Mentre la Necropoli Scataglini, di epoca successiva, che si trova sull’altro lato della strada, è addirittura chiusa alle visite. Quanto alla Tomba dei Demoni, la cui scoperta provocò la deviazione provvisoria della strada sovrastante (che è diventata permanente), da anni e anni è dimenticata, gli scavi interrotti. Possibile che manchino i fondi per far tutto?”.

Secondo Centini, non ci si rende conto dell’importanza del riconoscimento ottenuto, unico nel Viterbese e uno dei pochi nel Lazio (oltre a Roma, Tivoli e Cerveteri), e delle opportunità di sviluppo economico che ne derivano. “Lo testimonia bene il fatto che sul luogo non ci sia neppure un’indicazione che ci si trova in un sito ritenuto patrimonio dell’umanità – insiste il consigliere comunale – chiediamo intanto che venga effettuata la manutenzione ordinaria, secondariamente che si acceda ai fondi stanziati da una legge regionale del 2004, per la valorizzazione dei siti Unesco del Lazio. Occorre organizzare seminari di studio, convegni dedicati a chi ha investito una vita di lavoro su queste necropoli, organizzare visite anche notturne alle tombe, insomma mettere a frutto questa immensa ricchezza che abbiamo.

Fonte: Il Corriere di Viterbo 10/07/05
Autore: Andrea Alquanti
Cronologia: Arch. Italica

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