SPAGNA. Nessun ultimo rifugio per i Neanderthal in Europa.

Pubblicato il : 1 Febbraio 2019
neandertal

I primi esseri umani moderni sarebbero giunti nella penisola iberica fra 45.000 e 43.000 anni fa, ovvero prima – non dopo – l’arrivo nel resto d’Europa. Questa nuova datazione potrebbe implicare che quella parte del continente europeo non sia stata per i Neanderthal il rifugio che, come invece finora ritenuto, avrebbe permesso loro di sopravvivere molto più a lungo rispetto agli altri neanderthaliani europei. È lo scenario ricostruito da Francisco J. Jiménez-Espejo dell’Instituto Andaluz de Ciencias de la Tierra e colleghi, sulla base di una nuova datazione dei reperti scoperti nella grotta di Bajondillo, vicino a Malaga. Lo studio è pubblicato su “Nature Ecology and Evolution”.
La scomparsa dei Neanderthal in quasi tutta l’Europa occidentale è di solito fatta risalire a circa 39.000 anni fa, con l’eccezione delle regioni meridionali della penisola iberica, dove sembrava che la transizione dalla cosiddetta cultura musteriana (caratterizzata da tecniche di scheggiatura della pietra tipicamente associate ai Neanderthal) a quella aurignaziana (con tecniche di scheggiatura più sofisticate, tipiche degli esseri umani moderni), fosse avvenuta circa 32.000 anni fa.
Ora Jiménez-Espejo e colleghi hanno proceduto a una nuova datazione al radiocarbonio dei resti di legna carbonizzata e di conchiglie trovati nei diversi livelli di sedimenti nella grotta di Bajondillo; in questo sito sono stati scoperti reperti sia neanderthaliani sia umani moderni, da cui risulterebbe che i più antichi e primitivi manufatti aurigniaziani risalirebbero a 45.000-43.000 anni fa e quelli di fattura più classica a 38.000 anni fa.
L’occupazione del sito di Bajondillo da parte degli esseri umani moderni non è avvenuta in concomitanza con uno dei periodici forti raffreddamenti del clima (noti come eventi di Heinrich) che fra 110.000 e 10.000 anni fa si sono numerose volte alternati a periodi più caldi (eventi di Dansgaard-Oeschger); quei raffreddamenti periodici quindi non avrebbero influito sull’avvicendamento delle due culture, come invece si sarebbe potuto supporre se quella transizione fosse avvenuta 30.000 anni fa.
La ricerca suggerisce inoltre la possibilità che almeno parte degli esseri umani moderni arrivati in Europa vi siano giunti non da est, ma attraversando lo stretto di Gibilterra, considerato che recenti ricerche hanno suggerito che i nostri lontani antenati fossero in grado di solcare le acque già 50.000 anni fa.
Ora gli autori intendono effettuare ulteriori ricerche per capire se la nuova datazione di Bajondillo sia rappresentativa di una completa sostituzione dei Neanderthal in tutta la penisola iberica meridionale o la spia di uno scenario più complesso in cui vi sia stata una coesistenza delle due popolazioni per diversi millenni.

Fonte: www.lescienze.it, 28 gen 2019

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