SIRIA. La campagna archeologica dell’Università di Udine.

Pubblicato il : 4 Gennaio 2007

Gli archeologi dell’Università di Udine, in collaborazione con l’équipe della Direzione generale delle antichità e dei musei della Siria, hanno portato alla luce ulteriori importanti reperti a Tell Mishrife, l’antica città di Qatna, in Siria centrale, 18 chilometri a nord-est della città di Damasco. Nel corso dell’ottava campagna di scavo 2006, terminata lo scorso novembre, sono stati rinvenuti due importanti edifici monumentali (1600-1200 avanti Cristo) sul lato orientale del palazzo reale, l’officina del palazzo stesso e una sontuosa struttura contenente oggetti di notevole valore.
Un ipogeo funerario, il più grande tra quelli rinvenuti dopo la tomba reale, con doppio ingresso a pozzo e quattro camere funerarie scavate nella roccia della collina calcarea dell’acropoli, è emerso dal completamento dello scavo della parte settentrionale del palazzo. Ancora, è stato rimesso in luce un “pozzo sacrificale” profondo circa sette metri, nell’area meridionale del palazzo.

La struttura era forse collegata ad un vicino santuario e serviva da contatto con le divinità sotterranee, come è documentato da numerosi altri esempi del vicino oriente antico. Nel pozzo, sono state ritrovate 15 giare in perfette condizioni (1600 avanti Cristo circa), utilizzate probabilmente per versare liquidi (acqua, olio e vino) nel terreno come offerte per le divinità.

Nel corso della campagna 2006, condotta da un’équipe di 30 persone, di cui una quindicina di studenti, dottorandi e assegnisti di ricerca dell’ateneo friulano, sono proseguiti i lavori di conservazione, restauro e valorizzazione del grande palazzo reale. Circa la metà di questa grande fabbrica palatina è stata anche già restaurata e resa visitabile al pubblico. I lavori di scavo e creazione di un parco archeologico a Mishrife-Qatna da parte dell’Università di Udine, sono condotti con il generoso sostegno dell’ateneo stesso, della Fondazione Crup e del Ministero degli Esteri e proseguiranno anche nel 2007.

Le scoperte dell’ultima campagna «sono importantissime – dice il direttore degli scavi, Daniele Morandi Bonacossi, docente di archeologia e storia dell’arte del vicino oriente antico all’ateneo di Udine – sia dal punto di vista dei rinvenimenti (intarsi in avorio e osso, cretule con impronte di sigilli, elementi di gioielleria in pietre semi-preziose e oro), che dal punto di vista urbanistico, in quanto comincia a delinearsi una complessa articolazione dell’impianto urbano della città del Bronzo Tardo (1600-1200 avanti Cristo)».
 
 


Fonte: Il Gazzettino on-line 27/12/2006
Cronologia: Protostoria

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