Santino Alessandro CUGNO, Franco dell AQUILA. Alcune osservazioni sui baldacchini rupestri dell’altopiano ibleo.

Pubblicato il : 27 Luglio 2017

L’attività erosiva e carsica che contraddistingue l’altopiano ibleo, nella cuspide sud-orientale della Sicilia, ha determinato la formazione di enormi cavità naturali che la popolazione locale ha ampiamente utilizzato, dalla Preistoria sino a tempi più recenti, sia come ripari provvisori o dimore permanenti, che come sepolcreti ove deporre i propri defunti e luoghi dedicati ai culti ed ai riti sacri1. Nelle numerose balze, che conferiscono all’intero paesaggio ibleo un particolare e caratteristico aspetto aspro e tormentato, alle molteplici aree cimiteriali protostoriche a grotticella artificiale, inoltre, si sovrappongono spesso, senza soluzione di continuità, le necropoli ipogeiche paleocristiane e gli abitati rupestri di età medievale, dando vita ad un vero e proprio palinsesto in negativo di momenti storici e culturali diversificati nel tempo, che la tradizione erudita e antiquaria ha spesso percepito come un fenomeno unitario, astorico e relativo ad un mondo primitivo e selvaggio (“trogloditismo”).

Leggi tutto nell’allegato: CUGNO – DELL’AQUILA

Pubblicato su “SMSR Quaderni di Studi e Materiali di Storia delle Religioni”, n. 16 – Antrum, riti e simbologie delle grotte nel Mediterraneo antico, 2016.

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