ROMA. Torna visitabile dopo 70 anni il Teatro di Marcello.

Pubblicato il : 27 Dicembre 2010
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Grazie alla positiva collaborazione tra la Soprintendenza ai Beni Culturali di Roma, il Comune di Roma e l’Associazione Metamorfosi, tonerà visibile dopo settant’anni, a gennaio 2011, il Teatro di Marcello, monumento importantissimo, più antico perfino del Colosseo.
Il Teatro, che sarà finalmente trasformato in uno spazio espositivo permanente, è chiuso dal 1929, quando venne scavato e restaurato per l’ultima volta, e in seguito venne usato come deposito di testimonianze archeologiche.
Il percorso di visita vuole rievocare la grandiosità di questo monumento che sarà anche la sede di una mostra con alcune testimonianze archeologiche come il ritratto di Marcello e le maschere che anticamente decoravano le chiavi di volta delle arcate e ora conservate nel foyer dell’Argentina.
Fu Augusto a promuovere la costruzione del teatro nell’area conosciuta come Circo Flaminio, parte meridionale del Campo Marzio, fra il Tevere e il Campidoglio.
Il Teatro di Marcello è una delle più antiche strutture teatrali romane arrivate sino a noi, dove l’articolazione del tradizionale teatro romano sembra già totalmente delineata, con la cavea semicircolare retta da articolate costruzioni.
Il teatro poteva accogliere venti mila persone in condizioni di massimo affollamento, cifra che coinciderebbe con quanto tramandato dai Cataloghi Regionari. Inoltre, il Teatro di Marcello costituisce un documento molto interessante dell’epoca di passaggio verso il classicismo del tardo periodo augusteo, intrecciato con una certa ricercatezza nella decorazione. La sobrietà della facciata ne fece un esempio di riferimento per ogni anfiteatro e teatro romano successivo.
In età medievale venne lentamente trasformato in un castello fortificato, inizialmente appartenente ai Pierleoni e poi ai Faffo, per passare nel XIII secolo alla famiglia Savelli che fece costruire da Baldassarre Peruzzi l’edificio tutt’oggi esistente sopra le arcate della facciata.
Dal diciottesimo secolo fino agli espropri del primo novecento ne furono proprietari gli Orsini, mentre dal 1926 al 1932 si svolsero i lavori attraverso i quali furono eliminate le numerose abitazioni e botteghe costruite sulle arcate e nello spazio circostante e furono sterrati i fornici.

Autore: Martina Calogero

Fonte: http://www.archeorivista.it, 22 Dicembre 2010

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