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ROMA. La Reggia di Nerone come non l’avete mai vista.

Fra i tanti tesori di Roma la Domus Aurea è obiettivamente fra le più difficili da capire per il visitatore moderno. Realizzata in soli quattro anni su precedenti strutture dopo l’incendio del 64 d. C., Severo e Celere gli architetti, Fabullo il pittore, l’enorme complesso comprendeva vigneti, pascoli, boschi, un lago artificiale e una colossale statua dell’imperatore nelle vesti del dio Sole. Una vita brevissima, ma un’influenza culturale grandissima. Con la morte di Nerone viene spogliata di ori, mosaici, di tutti i suoi tesori saccheggiati nelle città d’Oriente e riempita di terra fino alle volte, Traiano infine la utilizza per le sostruzioni delle sue terme inaugurate nel 109 d. C. Infine obliata in quella “damnatio memoriae” che con Nerone coinvolge tutto ciò che al suo nome si lega.
La riscoperta nel Rinascimento con i pittori, Pinturicchio, Ghirlandaio, Raffaello, Giulio Romani che si calano dall’alto in quelle che sembrano grotte lasciandovi la loro firma incantati da quelle pitture, che da allora si chiameranno grottesche. Un modello per il Rinascimento in Europa e per le generazioni future. Ma bisogna aspettare il ritrovamento degli affreschi di Pompei perché gli studiosi s’interessino di nuovo delle grottesche romane, così nel 1772 riprendono gli scavi nella Domus Aurea. E’ giunto fino a noi il padiglione orientale, quello dove si calavano gli artisti del Rinascimento, 153 ambienti alti anche 12 metri per un’estensione di circa 30 mila mq di superfici affrescate e decorate a stucco. Ma così com’è, un monumento imponente, della dimensione di tre campi di calcio, completamente ipogeo, dalle volte altissime, immerso nell’oscurità, spogliato in gran parte delle sue decorazioni i cui resti appaiono invisibili tanto sono in alto, offre al visitatore pochi appigli alla realtà, anche se lascia ampio spazio all’immaginazione. Chi lo visita potrebbe uscire deluso. Ora non più, con le nuove tecnologie “si può capire la Domus Aurea al di là di quello che l’occhio può vedere”, dice il soprintendente Francesco Peosperetti.

Per iniziativa della Soprintendenza con Electa è partito un progetto di valorizzazione scientifica che fa ricorso alla realtà virtuale e multisensoriale. Sofisticate tecnologie realizzate dalla società KatatexiLux, guidata dall’architetto Stefano Borghini, la stessa che ha lavorato a Santa Maria Antiqua, vengono in aiuto del visitatore, dandogli per la prima volta informazioni di tipo visivo, senza cedere alla spettacolarizzazione fine a se stessa. Per arrivare a una ricostruzione filologicamente corretta si riallaccia alle decorazioni coeve e ai disegni realizzati nel Settecento.

Superato l’ingresso, il primo impatto. Sulla parete destra in laterizio e intonaco dei grottoni si snoda per sette minuti un racconto per immagini ricostruttive in 3D di grande formato (19 m per oltre 3 m), per conoscere cosa è stata ed è diventata dopo la Domus Aurea, con vista a volo d’uccello su Roma. Un racconto nel tempo che comprende anche due preziosi spezzoni dell’Istituto Luce. Uno si riferisce a una visita all’interno negli anni Trenta e l’altro testimonia la presenza nella dimora neroniana di un gruppo di sfollati durante l’ultima guerra.

Ma il clou, superata il Ninfeo di Ulisse e Polifemo, il soffitto decorato da finte stalattiti, che conserva tracce di conchiglie, tipico dei luoghi d’acqua, si raggiunge nella Sala della volta dorata, con le decorazioni simili a quelle che si trovano sul Palatino. Ammirata dagli artisti per i suoi stucchi a rilievo e ridotta più volte, un acquerello di Francisco de Hollanda del 1538 venne ripreso da Pinturicchio per un soffitto del Palazzo di Pandolfo Petruci a Siena, ora esposto al Metropolitan di New York. In questa sala, su una pedana leggermente rialzata, sono state allestite venticinque postazioni che consentono di allontanarsi per alcuni minuti dal tran tran di tutti i giorni ed entrare in un’altra dimensione. E’ la realtà virtuale, dall’estremo dettaglio grafico, che si squaderna davanti ai nostri occhi in tutto il suo fascino onirico e ci circonda d’ogni lato. Superato il primo momento d’imbarazzo, basta lasciarsi andare per essere sbalzati in un altro mondo. Si vedono le fiaccole usate dai pittori del Rinascimento per calarsi all’interno, le pareti che si ricoprono di stucchi e la volta, decorata a foglia d’oro, ora si vede da vicino. Caduta la parete che ci stava di fronte solo un minuto prima, l’ambiente assume contorni inusitati in cui dominano la bellezza e il fasto fino a che davanti agli occhi si apre su colonnati e un ameno giardino nel quale siamo invitati ad entrare. Compaiono alberi di alto fusto, in fondo la Valle del Colosseo e il profilo della città in lontananza. E’ il giardino che ci viene incontro o siamo noi che ci muoviamo fino a raggiungere il limite estremo? E basta volgere lo sguardo o girarsi indietro per vedere la reggia nella sua magnificenza. E tutto grazie a un visore bioculare di ultima generazione, una specie di caschetto, che consente un’esperienza “immersiva”, come si dice, e inedita dello spazio visibile a 360°. Il visore ha un giroscopio molto sensibile che segue completamente i movimenti della testa in modo che si possa guardare dietro e attorno avendo la sensazione di trovarsi al centro della scena.

“E’ sicuramente una novità, una ricostruzione altamente filologica, ricostruire i muri, riapplicare le decorazioni per comunicare l’antico con modalità moderne – assicura l’archeologo Alessandro D’Alessio da poco più di un anno e mezzo responsabile tecnico scientifico della Domus – anche se ci sono state esperienze simili come quelle di Piero Angela ai Fori, le Domus di Palazzo Valentini, l’Ara com’era”

In genere gli appuntamenti presso la Domus Aurea sono sempre stati finalizzati a informare sullo stato dei lavori, sui finanziamenti che non bastano mai. E anche questa volta di problemi si è parlato, ma in seconda battuta, a margine come si dice, della proposta innovativa di visita. Che dovrebbe, e sarà sicuramente così, avere successo. Risponde infatti alle esigenze di chi vuole vedere e capire cos’era prima, magari utilizzando modalità che si avvicinano più allo spettacolo che alla spiegazione della guida. Che comunque avrà vita più facile, sarà seguita con maggiore partecipazione dal turista una volta visto con i propri occhi quello che c’era.

Ben venga la novità dell’esperienza “immersiva” nella Domus Aurea, ma a che punto sono i lavori del cantiere infinito della Reggia di Nerone? Quando finiranno? I fondi ci sono? Sono sufficienti? A distanza di un anno dalla presentazione dell’ambizioso progetto di giardino sostenibile sopra Colle Oppio che ha rivelato i segni delle vigne impiantate nel Settecento, l’architetto Prosperetti assicura che si sta andando avanti. E’ stato portato a compimento il primo dei 22 bacini previsti, il cantiere pilota, e si sta lavorando al secondo. Quanto ai fondi nel programma triennale 2016-2018 dei Beni Culturali il ministro Dario Franceschini ha destinato 13 milioni di euro in favore della Soprintendenza Speciale per la realizzazione del risanamento della Domus Aurea. Basteranno per realizzare altri sette lotti e per la ricostruzione delle volte delle due gallerie traianee crollate nel 2010. Il risanamento si può ottenere solo eliminando la causa, ovvero bonificando l’area del soprastante giardino di Colle Oppio da cui si infiltravano radici e acqua, togliendo le grandi alberature e realizzando un giardino leggero. Solo dopo potranno operare all’interno archeologi, architetti, specialisti in questioni ambientali e idrauliche, senza tema che tutto sia vano, come è avvenuto in passato. Il costo complessivo del risanamento della parte superiore della Domus Aurea è di circa 30 milioni di euro. Le operazioni di consolidamento esterno già realizzate coprono circa l’80% dell’intera superficie del monumento. Allo stato attuale la prosecuzione dei lavori è assicurata per i prossimi tre anni. A questi fondi si aggiungono gli investimenti dal bilancio della Soprintendenza e i Fondi Delibera Cipe 2016. A quando la conclusione dei lavori? “Con il ritmo attuale dei finanziamenti in cinque o sei anni”, risponde il responsabile della Domus Aurea Alessandro D’Alessio.

Info:
Roma, via della Domus Aurea 1. Visite guidate tutti i sabati e domenica per gruppi di massimo 25 persone, in italiano, inglese, spagnolo e francese. Orario: dalle 9.15 (partenza prima visita) alle 15.30 (partenza ultima visita). Prenotazione obbligatoria: 06-39967700 e www.coopculture.it

Autore: Laura Gigliotti

Fonte: www.quotidianoarte.it, 1 febr 2017

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