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ROMA: I Mitrei sepolti sotto le chiese templi di un dio minore sconfitto.

I mitrei erano i templi del dio Mitra, il cui culto, diffusosi a Roma insieme al cristianesimo, era professato soprattutto da marinai e mercanti. Erano sotterranei, come le catacombe, e su una parete era sempre raffigurata l’immagine di Mitra in lotta con il toro.

Ad Ostia Antica ne esistevano ben 17, mentre a Roma ne sono stati localizzati 12: da quelli minori sotto l’ospedale San Giovanni, palazzo Colonna, via XX Settembre e piazza San Silvestro ai più rappresentativi sul retro di palazzo Barberini, sotto il palazzo dell’ex Pantanella, a Bocca della Verità, le Terme di Caracalla e il palazzo della Cancelleria fino alle grotte sotto via Giovanni Lanza e negli scavi sotto le chiese di S. Clemente, Santa Prisca e Santo Stefano Rotondo.

I mitrei più interessati e più accessibili sono quelli sottostanti le chiese e per questo ricchi di suggestione. Entrare in questi ambienti significa risalire alle origini del cristianesimo, con il quale la religione mitraica fu in contrasto, con un sovrapporsi dei due culti per una supremazia del mondo sotterraneo, l’unico disponibile in una città votata al paganesimo. E la costruzione delle chiese su di essi significa proprio una sorta di trionfo del cristianesimo sul mitraismo.

Il mitreo sotto Santo Stefano Rotondo ha una patina di paganesimo, perché va collegato ai Castra Peregrina, la Caserma delle milizie provinciali; lo indica parte della decorazione muraria dell’aula rettangolare. Lo caratterizzano due podi e un’edicolacon nicchia sul fondo.

Al mitreo di San Clemente si accede dalla parete di fondo, al terzo livello di scavi, il pianterreno della casa sulla quale venne costruita la basilica inferiore. È costituito da un vestibolo e dal triclinio, su cui si apre un soffitto a cassettoni e una volta a botte con undici lucernari, relativi ai pianeti, i sette più grandi, e alle stagioni i quattro più piccoli. Nella parte inferiore delle pareti sono scavati i sedili per gli iniziati, mentre nel corridoio su un’ara di marmo sono raffigurati a rilievo Mitra che immola il toro, un enorme serpente e i due portatori di fiaccole Cautes e Cautopates.

L’ingresso al mitreo di Santa Prisca è all’inizio della navata destra, sotto un arco che faceva parte della chiesa degli Agostiniani, con una statua del Buon Pastore a significare la supremazia del cristianesimo sul mitraismo. Di seguito si apre l’aula di culto stretta e lunga con due banconi. Sul fondo una nicchia con il rilievo di stucco dipinto di Mitra che uccide il toro e la grande figura di Saturno. Sulle pareti, una processione di sette personaggi — i sette gradi dell’iniziazione al culto — e i sette pianeti. Caratteristica e l’aula che la fiancheggia, il caelus, destinata alle cerimonie di purificazione, una sorta di battesimo della religione mitraica.

Fonte: La Repubblica 21/08/2005
Autore: Claudio Rendina
Cronologia: Arch. Romana

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