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ROMA. A cena con Nerone.

Doveva essere un’esperienza davvero unica, desinare al cospetto dell’imperatore romano all’epoca in cui dimorava nella Domus Aurea, la splendida residenza fatta costruire sul Colle Oppio.
Specialmente se si aveva la fortuna di essere ospitati nell’avveniristica coenatio rotunda, la sala da pranzo che, secondo Svetonio, ruotava giorno e notte seguendo il movimento della Terra.
Da tempo gli archeologi l’andavano cercando sulla cima del Palatino, ma solo nel mese scorso, nel bel mezzo di uno scavo nell’area della “Vigna Barberini”, è emerso qualcosa che può essere interpretato come il perno della famigerata coenatio.
Al cospetto degli archeologi della Sovrintendenza romana, che sul Palatino lavorano con l’équipe di Francois Villedieu, si è presentato un pilone circolare di quattro metri di diametro per dieci metri di altezza, rivestito di mattoncini in laterizio.
Era probabilmente questa la struttura che permetteva alla sala da pranzo di Nerone di muoversi in modo circolare, spinta forse da un sistema idraulico: lo scopo era offrire all’imperatore e ai suoi selezionati ospiti una vista inimitabile sulla valle del Colosseo, ma anche celebrare il movimento di quell’astro, il Sole, cui Nerone amava assimilarsi.
Resta da chiarire come funzionasse il meccanismo della coenatio, ma è certo che i due archeologi di Nerone, Severo e Celere, autori di opere di ineguagliata raffinatezza, avevano escogitato qualcosa di straordinario.
E i loro discendenti non vedono l’ora di scoprirlo.

Autore: Maria Valeri.

Fonte: Carabiniere, Novembre 2009

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