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Michele Zazzi. Le tombe villanoviane di Volterra.

A Volterra è ben documentata la cultura/fase villanoviana che a decorrere dal IX secolo a.C. si attarda fino a comprendere gran parte del VII secolo a.C. (come attestato dall’uso del pozzetto e del cinerario anche nelle deposizioni di quest’ultimo secolo).
volterraLa durata significativa del fenomeno villanoviano trova spiegazione nella continuità di tradizione culturale connessa alla strutturazione politico sociale legata alla diffusione nel territorio di insediamenti agricoli sparsi.
Gli abitati (villaggi di capanne), organizzati per nuclei distinti, erano disposti sul Piano del Castello e (seppur di dimensioni minori) sulle sue pendici a sud – est e a nord – ovest.
La Necropoli utilizzata nella fase più antica del Villanoviano (IX secolo a.C.) è stata rinvenuta alle Ripaie, alla base della rupe nella parte sud-est. Nel periodo del Villanoviano recente (VIII secolo a.C.) le deposizioni si concentrano prevalentemente nella necropoli della Badia – Guerruccia nella parte nord – occidentale della rupe. Gran parte della Necropoli della Badia per l’incessante erosione del terreno è precipitata nelle voragini delle Balze.
Le deposizioni più antiche erano caratterizzate dal cinerario biconico coperto da una scodella, inserito in un pozzetto scavato nella terra, in qualche caso con le pareti rivestite di pietre e chiuso da un lastrone di copertura. I corredi composti da pochi oggetti di bronzo (prevalentemente fibule e rasoi) di solito consentono di individuare il genere del defunto e sembrano riferiti ad una società tendenzialmente egualitaria.
volterraNel villanoviano evoluto le modalità di sepoltura divengono sempre più complesse rispetto al periodo precedente ed i corredi tendono a diventare meno uniformi attestando chiari segni di differenziazione sociale.
In quest’ultima fase si registrano tombe cd. a ziro, dove il cinerario biconico viene appunto collocato all’interno di uno ziro (dolio) di terracotta munito di chiusura.
Lo ziro viene deposto in un pozzetto scavato nella terra, ma nei casi più rilevanti il dolio veniva posto all’interno di una struttura, una sorta di “camera” costruita con sei lastroni di pietra disposti ad aggetto (cd. cista litica).
I corredi del villanoviano recente non solo evidenziano il genere della deposizione ma consentono anche di verificare l’affermazione sociale di alcuni dei suoi componenti che si diversificano per ruolo e ricchezza.
Un esempio delle deposizioni più prestigiose è costituito dalla tomba, databile all’ultimo quarto dell’VIII secolo a.C., scavata nel 1885 nella Necropoli della Badia. All’interno della camera litica (i sei lastroni erano larghi metri 0,85 x 0,85 ed alti 1 metro) vi era un dolio in impasto rosso. Il cinerario biconico con ciotola di copertura, protetto dallo ziro, conteneva le ceneri del defunto. Del corredo, rinvenuto all’interno del dolio, facevano parte una fiaschetta di lamina bronzea decorata a sbalzo, un fuso in bronzo, uno spiedo in bronzo, fibule (a sanguisuga, a navicella e ad arco rivestito) e catenelle sempre in bronzo, frammenti di morso di cavallo in ferro e rivestimenti in lamina d’oro.
volterraAltro esempio significativo di tomba a cista litica è rappresentato dalla deposizione Q1 della Necropoli delle Ripaie del VII scolo a.C. con corredo posto sul fondo della camera: fermatrecce in argento, fermaglio di cintura in bronzo, fibule in ferro, aryballoi etrusco – corinzi e guscio di uovo in frammenti.

Sul Villanoviano di Volterra cfr, tra gli altri:
Volterra Museo Guarnacci, Pacini Editore, 2004, pagg. 8 e ss.;
Etruschi di Volterra Capolavori da Grandi Musei Europei, Federico Motta Editore, 2007, pagg. 49 e ss.;
Gli Etruschi Mille anni di Civiltà, Bonechi, 1992, pagg. 488 e ss.

volterraDi seguito immagini di urna ad incinerazione del IX secolo a.C., ossuario del IX secolo a. C. con pozzetto, deposizione ad incinerazione entro dolio dell’VIII secolo a.C., tomba con cinerario e dolio all’interno di camera a cista litica della necropoli di Badia dell’VIII secolo a.C., deposizione Q1 della Necropoli delle Ripaie del VII secolo a.C. all’interno di cista litica.

Autore: Michele Zazzi – etruscans59@gmail.com

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