L’EDITTO DI MILANO O EDITTO DI COSTANTINO

Pubblicato il : 29 Novembre 2013

Nell’autunno del 312 d.C., l’esercito di Costantino affronta Massenzio nello scontro decisivo del 28 ottobre a Ponte Milvio. La sera prima Costantino non esegue i sacrifici rituali e, di fronte al proprio esercito, afferma che un sommo Dio lo avrebbe guidato nella battaglia. L’agiografia cristiana vuole che quella notte Dio sia apparso a Costantino in sogno preannunciandogli la vittoria qualora sugli scudi dei suoi soldati fosse apparso il simbolo formato dalle due lettere greche iniziali del nome di Cristo, X e P: in hoc signo vinces.
Costantino vince e, una volta a Roma, come unico Augusto d’Occidente, celebra la vittoria senza salire il colle del Campidoglio, sede del tempio più sacro ai romani. È la prima volta che un imperatore non esegue i tradizionali sacrifici agli dei.
Nel gennaio 313 Costantino imperatore d’Occidente e Licinio imperatore d’Oriente concordano a Milano, capitale della parte occidentale dell’Impero, una linea comune grazie alla quale il cristianesimo è riconosciuto come religio licita e vengono restituiti i beni confiscati alla Chiesa. Le conseguenze dell’Editto per la vita religiosa nell’Impero Romano sono tali da farne una data fondamentale nella storia dell’Occidente.
Il testo dell’Editto di Milano – noto anche come Editto di Costantino, Editto di tolleranza o Rescritto di tolleranza – è diviso in dodici punti ed il preambolo è universalmente noto:
«Noi, dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto, essendoci incontrati proficuamente a Milano e avendo discusso tutti gli argomenti relativi alla pubblica utilità e sicurezza, fra le disposizioni che vedevamo utili a molte persone o da mettere in atto fra le prime, abbiamo posto queste relative al culto della divinità affinché sia consentito ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità. »
L’imperatore Costantino sceglie come suo principale interlocutore la Chiesa cattolica, con lo scopo primario di mantenere la comunione con le altre comunità cristiane. Obiettivo della sua politica religiosa è dare origine ad un’unica fede per tutti i popoli, rivitalizzando così l’intero corpo dell’Impero, ferito dalle divisioni.
Molti membri del Senato continuano tuttavia a professare la religione tradizionale e l’imperatore Costantino non proibisce il vecchio culto, cercando il dialogo con le correnti del paganesimo, nel rispetto verso i suoi fedeli. Nel 315 il Senato dedica a Costantino l’arco di trionfo che ancora oggi ammiriamo a fianco del Colosseo, testimoniando con ciò il successo della linea di compromesso perseguita.
Costantino e Licinio governano in due regni separati per undici anni, fino al 323, data in cui ha fine questo periodo di pace interna. Nel 324 Costantino sconfigge Licinio in una serie di battaglie, che hanno come conseguenza il ritorno all’unità dell’Impero. Costantino, abbandonata la pluralità degli dei tutelari, pone il suo governo sotto il segno del Dio unico dei cristiani.

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