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ISRAELE. Esperti hanno tradotto un antico papiro scoprendo qualcosa di incredibile.

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Masada è un’antica fortezza e palazzo, costruita dal re Erode il Grande tra il 37 e il 31 a.C., situata su un altopiano affacciato sul Mar Morto nel distretto meridionale di Israele.
Durante la prima guerra giudaico-romana, detta anche la Grande Rivolta, Masada fu presa dai Sicarii (che significa “uomo-pugnale”), un gruppo frammentato di zeloti ebrei, e uno dei primi gruppi organizzati specializzati nell’atto di assassinio. Nel 72 d.C., la legione X Fretensis, comandata da Lucius Flavius ​​Silva, marciò su Masada per spezzare la resistenza dei Sicarii. La legione era supportata da diverse unità ausiliarie e prigionieri di guerra ebrei (per un totale di circa 15.000 uomini e donne secondo i resoconti dello storico ebreo romano Flavio Giuseppe). I romani circondarono Masada con un muro d’assedio di circonvallazione, che correva per 6,8 miglia intorno all’altopiano montuoso, sostenuto da una serie di accampamenti fortificati o fortezze temporanee. Dopo diversi tentativi di violare le difese di Masada, i romani costruirono una gigantesca rampa d’assedio che scalava il lato occidentale della fortezza fino a un’altezza di 61 metri. Una torre d’assedio ed un ariete furono spostati lentamente sulla rampa, dove il 16 aprile del 73 d.C. furono sfondate le mura di Masada. Gli eventi che ne sono seguiti hanno diviso storici e archeologi. Secondo Giuseppe Flavio: “[era] per volontà di Dio, e per necessità, che [loro, i Sicarrii] dovevano morire” e che i difensori tiravano a sorte e si uccidevano a vicenda, fino all’ultimo uomo (come il giudaismo proibisce il suicidio). Giuseppe Flavio affermò inoltre che il loro capo, Eleazar ben Ya’ir, ordinò la distruzione di tutte le provviste, per dimostrare ai romani che avevano scelto con aria di sfida la morte rispetto alla schiavitù.
Gli scavi dell’IAA hanno trovato qualcosa di molto rara: una dettagliata busta paga militare (una delle sole tre buste paga legionarie scoperte nell’intero Impero Romano), rilasciata ad un soldato legionario romano del periodo della prima guerra giudaico-romana nel 72 d.C. 14 rotoli latini trovati a Masada dagli archeologi, 13 dei quali scritti su papiro e uno su carta pergamena.
La busta paga fornisce un riepilogo dettagliato dello stipendio di un soldato romano in due periodi di paga (su tre che avrebbe ricevuto annualmente), comprese le varie trattenute che gli venivano addebitate.
Il dottor Oren Ableman, ricercatore e curatore senior presso l’Unità dei Rotoli del Mar Morto dell’Autorità Israeliana per le Antichità, ha dichiarato: “La busta paga del soldato includeva detrazioni per stivali e una tunica di lino e foraggio d’orzo per il suo cavallo”. “Sorprendentemente, i dettagli indicano che le detrazioni hanno quasi superato lo stipendio del soldato. Sebbene questo documento fornisca solo un assaggio delle spese di un singolo soldato in un anno specifico, è chiaro che, alla luce della natura e dei rischi del lavoro, i soldati non sono rimasti nell’esercito solo per lo stipendio”, ha aggiunto il dottor Ableman.
Secondo il dottor Ableman, “Ai soldati potrebbe essere stato permesso di saccheggiare durante le campagne militari. Altri possibili suggerimenti derivano dalla revisione dei diversi testi storici conservati nel Laboratorio dei Rotoli del Mar Morto dell’Autorità Israeliana per le Antichità. Ad esempio, un documento scoperto nella Grotta delle Lettere a Nahal Hever dall’epoca della rivolta di Bar Kokhba (132-135 d.C.), fa luce su alcune attività secondarie che i soldati romani usavano per guadagnare denaro extra. Questo documento è un atto di prestito firmato tra un soldato romano ed un residente ebreo, il soldato addebitando al residente interessi superiori a quelli legali. Questo documento rafforza la comprensione che gli stipendi dei soldati romani potrebbero essere stati aumentati da ulteriori fonti di reddito, rendendo il servizio nell’esercito romano molto più redditizio.

Autore: Lucia Petrone

Fonte: www.scienzenotizie.it, 24 dic 2023

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