GERMANIA. Massacri e torture nei conflitti del Neolitico europeo.

Pubblicato il : 1 Settembre 2015
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cranio 2Guerre e conflitti violenti contrassegnati da terribili efferatezze hanno segnato la vita dei nostri antenati fin dagli inizi del Neolitico. E’ quanto emerge dall’analisi dei resti di una fossa comune risalente a circa 7000 anni fa scoperta nelle vicinanze della cittadina tedesca di Schöneck-Kilianstädten da un gruppo di ricercatori delle Università di Mainz e di Basilea che firmano un articolo sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”.
La diffusione, la frequenza e le cause dei conflitti nel Neolitico sono da tempo argomento di dibattito, che finora si era basato sulle analisi di due altre fosse comuni – una ad Asparn/Schletz, in Austria, e una a  Talheim, in Germania – nelle quali i corpi non erano deposti in modo accurato, come nei normali siti funerari del tempo.
Questi due siti risalgono a un periodo compreso fra il 5600 e il 4900 a.C. e appartengo alla cosiddetta cultura della ceramica lineare (LBK, Linearbandkeramik), sviluppatasi nell’Europa centrale all’epoca della prima diffusione dell’agricoltura. Alcuni resti di Asparn/Schletz mostrano inoltre segni di ferite prodotte da frecce.
cranio 1L’analisi dei reperti di Schöneck-Kilianstädten sembra invece inequivocabile. Esaminando i resti di almeno 26 persone, Christian Meyer e colleghi hanno trovato i segni che le vittime erano state brutalmente torturate e mutilate. Oltre alle tipiche tracce di frecce, infatti, spesso mostravano anche gravi lesioni al cranio, alle ossa della faccia e ai denti, alcune delle quali inflitte poco prima o poco dopo la morte. Inoltre, gli autori del massacro avevano sistematicamente spezzato le gambe delle loro vittime, indicando chiaramente che brutalità e torture furono intenzionali.
I ricercatori sottolineano che una dozzina dei corpi erano di bambini di età non superiore ai nove anni. La presenza di pochissimi resti femminili (uno certo e uno dubbio) indica inoltre che le donne non erano state coinvolte attivamente nei combattimenti e suggerisce che le più giovani venissero rapite dagli aggressori.
Meyer e colleghi ne concludono che l’obiettivo di questa violenza massiccia e sistematica fosse l’annientamento di intere comunità rivali. Inoltre, considerato che i siti di Schöneck-Kilianstädten, Asparn/Schletz e Talheim sono molto distanti uno dall’altro, si può supporre che simili massacri non fossero fatti isolati, ma una caratteristica frequente del primo Neolitico dell’Europa centrale.

Fonte: www.lescienze.it , 24 ago 2015

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