Fabrizio ZUCCHINI, La tecnologia del futuro per scoprire e proteggere il passato.

Pubblicato il : 21 Luglio 2009

Lo studio degli eventi che riguardano la storia dell’umanità e la ricerca  nel settore spaziale oggi hanno un punto in comune.
L’Agenzia Spaziale Italiana e la Soprintendenza Archeologica di Pompei hanno condiviso l’opportunità di avviare un progetto pilota volto a utilizzare il sistema satellitare COSMO-SkyMed per monitorare e  sorvegliare l’area archeologica di Pompei, Ercolano e Castellamare di Stabia.

Come noto,  COSMO-SkyMed è una costellazione satellitare costituita da quattro satelliti, tre dei quali già in orbita, il lancio del quarto è previsto entro il 2010 e rappresenta il più importante progetto spaziale nazionale.

Circa le applicazioni di questo sistema, ha già mostrato la sua utilità nella prevenzione e nel supporto alla gestione dei disastri naturali, e questo progetto serve a validare i suoi benefici anche per la sorveglianza dei siti archeologici a partire da quelli di Pompei.

L’obiettivo di questa applicazione per ASI è la messa a punto di un servizio di monitoraggio permanente (eventualmente integrato con altri sistemi di monitoraggio) per consentire la rilevazione e il riconoscimento in “near real time “ di eventi connessi al degrado e/o alle modificazioni geometriche dei manufatti archeologici e dei siti in cui gli stessi insistono.  
In particolare, questa applicazione, spiegano l’Ing. Marucci e il DR. Milillo dell’ dell’Agenzia Spaziale Italiana, consentirà la messa a punto di tecniche  di elaborazione e di interpretazione  attualmente allo studio per ottimizzare e valorizzare  l’elevata risoluzione geometrica dei sensori Radar del sistema COSMO-SkyMed e i risultati – in base all’accordo sottoscritto tra ASI e Commissario agli scavi di Pompei –  saranno analizzati da un gruppo di esperti  ASI , di Archeologi e dalla stessa struttura commissariale agli scavi di Pompei,  prima di rendere il servizio di sorveglianza operativo. 
Sulla base delle prime elaborazioni che ASI sta conducendo sulla penetrazione  nel terreno del segnale in banda X emesso dai sensori COSMO-SkyMed – stante  la maggiore risoluzione rispetto ad altri sensori  in banda C ed L  di altri sistemi satellitari) si spera di fornire un utile contributo anche nella ricerca di nuovi siti.
Nei termini su esposti, questo Progetto Pilota, consente di essere replicato anche in altre aree archeologiche di interesse nazionale e internazionale, a partire dalle aree archeologiche della stessa capitale”. 


Fonte: Scienza on line – www.scienzaonline.com 21/01/2009
Autore: Fabrizio Zucchini

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