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EGITTO. Antonio, Cleopatra e la tomba ritrovata.

La notizia, che rimbalza dall’Egitto e che accende, grazie all’ovvia esplosione mediatica, la fantasia degli appassionati del mondo dei faraoni, riguarda Cleopatra, la regina-“femme fatale”, dei faraoni degna epigone, capace di ammaliare gli uomini più potenti della terra con il fascino dell’intelligenza e con una personalità magnetica: archeologi egiziani e della Repubblica Domenicana avrebbero trovato la tomba dove la regina delle regine giacerebbe, a distanza di quasi 2040 anni, avvinghiata in un eterno abbraccio mortale a Marco Antonio, l’ultimo suo amore, con cui condivise il declino del Regno tolemaico e il passaggio dell’Egitto sotto il giogo della Roma imperiale di Ottaviano augusto.

Sarà vero? Siamo davvero a un passo dall’importantissima sepoltura dei due amanti cantati persino da Shakespeare? Zahi Hawass, massimo egittologo al mondo, e onnipresente quando si tratta di entrare nella cronaca egittologica (con immancabile eco mediatica e successivi compensi economici, legati ai diritti per le immagini) dirama un immediato comunicato stampa, in cui precisa che, dopo tre anni di scavo del sito sospettato di accogliere l’eterno riposo della coppia e dopo tre mesi di indagine sistematica con il georadar, ha identificato con i colleghi una vasta necropoli con più di 27 tombe (per un totale di 20 scheletri tutti del I sec. A. C.: quindi proprio il periodo di Cleopatra, nata nel 69 a. C. e deceduta nel 30 a. C.).

Ma si tratta di tombe ordinarie, destinate a gente comune: “tuttavia è l’ambiente ideale, dove occultare personaggi importanti per sottrarli alla vendetta dell’occupante romano – avverte Hawass -. E proprio in questa zona sono stati identificati tre spazi vuoti, riempiti da crolli molto successivi: fanno pensare ad altrettanti ipogei monumentali, ambienti degni di cadaveri illustri“.

Gli archeologi sono già al lavoro; se si tratta della tomba più famosa della storia, lo sapremo presto.
Il sito, teatro dell’evento archeologico, è l’antica Taposiride Magna, dove sotto il regno dei Tolemei (IV-I sec. a. C.) era attivo un tempio dedicato ad Iside di valore panegizio, punto di riferimento dei pellegrini, che adoravano la dea. Ebbene sappiamo che Cleopatra era particolarmente devota ad Iside, di cui si sentiva una sorte di rappresentazione terrena, anche in omaggio alla tradizione dei padri; e sappiamo (lo dice lo storico Plutarco) che la regina per sottrarsi alla “longa manus” dello spietato Ottaviano scelse di morire facendosi pungere da un aspide al seno; i suoi fedeli sudditi ne avrebbero poi occultato il cadavere, mummificato alla stregua gli antichi faraoni, seppellendolo con Antonio, amato fino all’ultimo, in un luogo sacro e sicuro: quasi a simboleggiare un comune destino di morte e un altissimo ed estremo sentimento d’amore nel drammatico epilogo delle loro due vite. E i due amanti potrebbero ripresentarsi al mondo avvinghiati in un tenero abbraccio dopo 2000 anni d’oblio.


Fonte: Il Sole – 24 Ore 20/04/2009
Autore: Aristide Malnati
Cronologia: Egittologia

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