Archivi

Liverani Paolo, Spinola Giandomenico, Pietro Zander. Le necropoli Vaticane.

Lontano dalle grandi tombe imperiali e dai sepolcri nobiliari della via Appia, il mondo sommerso delle necropoli vaticane mette in luce la normalità e si ha la netta percezione di attraversare d’un colpo duemila anni di storia. Ricche edicole decorate con mosaici e stucchi, oppure povere sepolture in terra, occupano l’area sotto la basilica di San Pietro, e nei settori della necropoli lungo la via Trionfale, con una tale densità da stupire gli stessi archeologi che per primi si sono apprestati a eseguire gli scavi di recupero.
La «necropoli vaticana», settore monumentale di un tratto di necropoli lungo la via Cornelia fortunosamente conservato sotto la navata centrale della basilica di San Pietro, fu riscoperta grazie agli scavi eseguiti durante il pontificato di Pio xii. Un recupero archeologico di portata immensa, nonché il primo e lungimirante esempio di musealizzazione in situ di una necropoli antica.
Contestualizzando le necropoli nel panorama complessivo dell’epoca, il volume mostra uno spaccato della società, della cultura, e delle credenze dei Romani tra l’età di Augusto e quella di Costantino – che sopra alla tomba di Pietro costruirà la sua grande basilica –, alle soglie del grande passaggio tra la Roma Pagana e quella Cristiana. Al centro non è la Roma dei monumenti politici e pubblici, ma quella dei monumenti e dell’arte delle famiglie di fronte al mistero dell’aldilà. Opere straordinarie per l’interesse sociale, ma anche di una compostezza artistica e un’inventività iconografica impressionanti.

Sotto la grande cupola di San Pietro progettata da Michelangelo si erge il baldacchino di Bernini, che a sua volta sormonta l’altare maggiore di San Pietro. Questo è situato sulla verticale di un monumento sotterraneo che secondo alcuni studiosi, potrebbe essere la tomba dell’apostolo Pietro. […]
Sebbene in origine la tomba di Pietro nell’area cimiteriale del colle Vaticano dovesse essere umile e quasi anonima, ben presto la crescita della comunità cristiana in città la rese, agli occhi dei fedeli, un luogo di forte richiamo. Per preservarla fu ricoperta con strati successivi di lastre a mano a mano che il livello del suolo dell’area cresceva. A metà del II secolo vi fu costruito sopra un piccolo monumento commemorativo. Qualcosa di simile accadde con il sepolcro di Paolo, che secondo la tradizione si trovava a sud della città, nella necropoli della via Ostiense. Intorno al 200 il presbitero Gaio fece il primo riferimento ai monumenti funerari di Pietro e Paolo, affermando che i “trofei” di entrambi gli apostoli si trovavano a Roma, uno sul Vaticano e l’altro sulla via Ostiense. Con questo termine Gaio si riferiva alle tombe erette per i martiri, in quanto il martirio era considerato un trionfo della fede sulla morte e il sepolcro ne era il trofeo. […]
La decisione di erigere il santuario sul preesistente mausoleo dell’apostolo ebbe grandi implicazioni sul processo di edificazione. Il Vaticano era una collina dal terreno irregolare e per sostenere il tempio fu necessario creare una piattaforma di 240 metri di lunghezza per novanta di larghezza sopra l’antica necropoli Vaticana lungo la via Cornelia. Si stima che vennero rimossi circa 43mila metri cubi di terra per realizzare una spianata che raggiungeva i nove metri di profondità. La necropoli però non fu distrutta: le tombe e i mausolei erano protetti dal diritto sacro, così Costantino ordinò di rimuovere la parte superiore dei tetti e demolire le volte per poi interrarne le camere funerarie. […]
Sia l’accertamento dell’appartenenza delle spoglie all’apostolo sia la lettura dei graffiti rinvenuti sotto la basilica restano controversi. Ciò non impedisce però di considerare il trofeo di Gaio un sito particolare all’interno della necropoli Vaticana, dotato di un significato religioso di grande rilievo in quanto luogo di culto cristiano. Visto che secondo le ricostruzioni il martirio di Pietro era avvenuto proprio in quell’area e che la basilica era stata in seguito consacrata all’apostolo, è possibile che il trofeo fosse collegato all’originaria e modesta tomba del capostipite della Chiesa romana.

Info:
Edizioni Jaca Book
pp. 352, 21 x 30, euro 50
ISBN (a 13 cifre): 978-88-16-60632-6

Per acquisto: http://www.jacabook.it/ordini/qta.asp?idart=3548

Segnala la tua notizia