VERONA. Bellezza e cura del corpo nell’antichità.

Pubblicato il : 25 Ottobre 2018

Si tratta della diciannovesima mostra, a partire dal 1998, nell’ambito del programma di valorizzazione delle collezioni del Museo Archeologico; l’esposizione, visitabile fino al settembre 2019, è dedicata alla bellezza nel mondo antico, romano in particolare.
Al quarto piano del Museo (interamente rinnovato e riaperto nel 2016), le vetrine destinate alle mostre temporanee accoglieranno circa 140 oggetti normalmente non esposti, molti dei quali restaurati per l’occasione. Alcuni appartengono a collezioni e sono privi di informazioni circa il luogo di ritrovamento, altri sono stati rinvenuti a Verona e nel territorio.
Sarà possibile ammirare ornamenti preziosi: orecchini, anelli, pendenti di collana, che, oltre ad esaltare l’aspetto di chi li indossava, ne segnalavano il benessere o la posizione nella società. I gioielli non costituivano solo un ornamento, spesso avevano la funzione di proteggere il loro proprietario, con apposite raffigurazioni o per la loro stessa materia costitutiva. Plinio il Vecchio ricorda ad esempio che i gioielli in ambra, oltre ad abbellire le donne, salvaguardavano da malattie, in particolare della gola.
Il tema dell’esaltazione del fascino femminile e della ricerca di protezione da disgrazie e malattie prosegue in una vetrina dedicata a Venere, la dea della bellezza nel mondo greco e romano, e agli Amorini suoi accompagnatori, raffigurazioni quasi “domestiche” di un dio dotato in realtà di grande potere. Fra gli strumenti essenziali della toeletta vengono presentati specchi etruschi e romani e aghi crinali, utili per fissare acconciature spesso elaborate.
Diversi degli utensili impiegati nella cura del corpo a fini estetici potevano essere usati anche nelle  attività sportive e nella pratica medico-chirurgica; ne viene presentata una ampia selezione, che trova confronti nel corredo della nota “tomba del medico” di Verona, esposta in un altro piano del Museo. Accanto agli strumenti sono esposti diversi contenitori per i balsami pregiati, i cui ingredienti – con le relative tecniche di fabbricazione – giungevano spesso dall’Oriente. Anche ai profumi venivano attribuite importanti proprietà terapeutiche.
Ma fondamentale per contrastare le malattie era l’intervento divino e a molti dei erano attribuite capacità di guarigione, che si cercava di attivare con sacrifici. Poi si ricompensavano i benefici ricevuti con l’offerta di ex-voto, di cui si potranno ammirare diversi esempi.
La mostra è realizzata a cura di Margherita Bolla; le esposizioni del Museo Archeologico, che si propongono in genere con cadenza annuale, contribuiscono a rinnovare l’interesse dei visitatori, che hanno superato il considerevole numero di 117.000 nel corso del 2017.
Per le scuole primarie e secondarie è stato predisposto un percorso e un laboratorio didattico.

Info:
Segreteria didattica dei Musei del Comune di Verona, fino al 30 settembre 2019
lunedì 9.00-13.00 e 14.00-15.00
dal martedì al venerdì 9.00-13.00 e 14.00-16.00
tel. 045 8036353 – tel 045 597140
segreteriadidattica@comune.verona.it
www.museoarcheologicoverona.it
Ufficio Comunicazione Musei Civici veronesi
Angelo Brugnoli
angelo.brugnoli@comune.verona.it
3351409856

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