TORINO. Archeologia invisibile. Il Museo Egizio ai raggi X per guardare oltre i reperti.

Pubblicato il : 12 Marzo 2019

A un certo punto, si incontrano e non si abbandonano per nulla: perchè insieme il lavoro degli archeologi e dei conservatori e lo sviluppo tecnologico producono la mostra “Archeologia invisibile”.
E’ il progetto espositivo che si è inaugurato al Museo Egizio e che sarà allestito fino al 6 gennaio 2020; nasce dal dipartimento collezioni e ricerca del museo.
E si propone come una mostra con un’anima multimediale, realizzata attraverso le tre sezioni dedicate alla fase di scavo, alle analisi diagnistiche e al restauro e alla conservazione. E’ la narrazione scientifica di come lo sviluppo delle moderne apparecchiature, se applicate alle modalità d’indagine e alla ricerca dell’egittologia, possano consentire un approccio nuovo e l’ottenimento di risultati importanti nello studio delle collezioni.
Il quale mondo entrerà, dunque, il visitatore? In quello che racconta gli oggetti attraverso la loro “biografia2, grazie all’opportunità di osservarli oltre all’aspetto esterno, guardando da vicino i segret che sono invece incustoditi all’interno.
Sarà poi condotto lungo un percorso capace di esplorare l’attività investigatica, resa possibile proprio dall’incrociarsi dell’archeologia con la chimica, la fisica e la radiologia: solo così il patrimonio del museo potrà comparire in tutta la sua ricchezza, grazie alla ricomposizione di notizie, dati e informazioni.
Una raccolta di dati sorprendente, anche rispetto a oggetti studiati da anni, come quelli rinvenuti nel corredo funerario della Tomba di Kha.

Fonte: www.lastampa.it, 12 marzo 2019

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