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PISA. Il carro “celeste” di Populonia al Museo delle Navi Antiche.

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Il Carro “Celeste” di Populonia sarà visibile nel Museo delle Navi Antiche di Pisa per tutto il mese di ottobre.
In occasione della presentazione, il giorno 15, l’accesso sarà libero fino alle ore 21, grazie al personale della Soprintendenza ABAP.
Nel 1955, in occasione della sistemazione dell’area archeologica di San Cerbone a Populonia, venne rinvenuta una fossa di forma allungata contenente gli scheletri di due cavalli e gli elementi metallici dei loro finimenti e di un carro cerimoniale etrusco. La fossa fu convenzionalmente definita “fossa della Biga”, perché come biga vennero interpretati i resti dagli scopritori.
A più di mezzo secolo dalla scoperta, un capillare lavoro di studio e ricostruzione del contesto originale basato sulla documentazione dell’epoca ha permesso di comprendere come la fossa fosse quanto rimaneva di un tumulo monumentale, andato distrutto dalle operazioni di cava.
naviDopo una prima ipotesi di ricostruzione, presentata nella mostra “A Cavallo del Tempo” (Palazzo Pitti, 2018), lo studio degli elementi metallici di rivestimento del carro è andato di pari passo con il loro recupero ed accurato restauro. Mentre le parti in bronzo erano state esposte presso il Museo di Piombino, gli elementi in ferro, danneggiati dall’alluvione del 1969, erano conservati nei depositi. Un attento esame della iconografia antica, ha portato a ricostruire la forma originaria del carro. Questi infatti appartiene ad una tipologia che presenta caratteristiche proprie delle carrozze “monoposto”, una tipologia che può definirsi «celeste» proprio perché riferita al mondo ultraterreno, all’ideologia del viaggio nell’aldilà, come le raffigurazioni dei serpenti alati applicate alla sua fiancata suggeriscono.
La presentazione di un restauro nel Museo delle Navi non è casuale: gli edifici collegati al complesso museale, il cui restauro si sta avviando in questi giorni, ospiteranno a breve la sede definitiva del Centro di Restauro del Legno Bagnato, polo di eccellenza e formazione professionale nell’ambito del restauro archeologico.
Allo studio ed alla ricostruzione del Carro ha collaborato un nutrito gruppo di specialisti, coordinati da Andrea Camilli, che ha curato la ricostruzione del contesto di provenienza.
Lo studio e la ricostruzione del carro, l’analisi iconografica e la ricollocazione degli elementi metallici è stata curata da Martino Maioli.
Il restauro degli elementi metallici è stato curato da Francesca Mancini, e la ricostruzione degli elementi lignei ed il loro montaggio è stata eseguita dal laboratorio “Piumaccio d’Oro” di Firenze. La logistica è stata assicurata con il contributo del Trust Sostratos.
Il Carro sarà esposto nell’androne del Museo fino ai primi di novembre, quando verrà trasferito nella sua sede definitiva, presso il Museo Archeologico del Territorio di Populonia a Piombino.

Fonte: Museo “Le Navi Antiche di Pisa”

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