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PIOMBINO (Li). Scavi sulla battigia di Baratti per mettere in sicurezza la necropoli.

baratti

Bambini già con le palette a costruire il castello di sabbia mentre babbo pianta l’ombrellone. All’improvviso sbuca un qualche vaso o magari ossa. Succede ancora, spesso, a Baratti. Per evitare situazioni simili, almeno dove si conosce la mappa di sepolture più antiche, dal 6 aprile gli archeologi sono impegnati – nel caso sulla battigia – per metterle in sicurezza prima che (Covid permettendo) cominci la stagione con l’assalto dei bagnanti. Visto però che, in zona arancione, una passeggiata a Baratti diventa impossibile solo se piove a dirotto all’uscita di casa, da subito uno scavo di questo genere si trasforma nell’evento imperdibile, anche se non ci sono corredi preziosi da scoprire. Accade perché, davvero, ogni ricerca archeologica qui riguarda la storia di tutti, preziosa qual’è il golfo con la collegata Acropoli di Populonia.
«Compatibilmente con la situazione pandemica ci aspetta la spiaggia di Baratti per un’operazione di concerto con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Pisa e Livorno per un’indagine preventiva sul bagnasciuga – si spiega nella pagina social del Trust Sostratos, dedicato alle attività di finanziamento privato di ricerche archeologiche ad inizio aprile – per identificare e mettere in sicurezza le sepolture presenti non ancora scoperchiate dall’azione del mare. Nonostante le difficoltà riusciremo, grazie agli sforzi economici dei nostri supporter (grazie Alisped, Kostelia, Si. Mi. , Tecnozenith e Tiziano Lotti) ed all’intervento della Soprintendenza, a centrare gli impegni professionali che abbiamo preso per la ricerca e la tutela del nostro patrimonio artistico ed archeologico».
La ricerca di studenti universitari per le campagne di scavo a Baratti e Venturina Terme si è conclusa in un lampo (compresi i necessari test sanitari per la pandemia Covid 19). «Abbiamo ricevuto quasi mille richieste, la maggior parte dall’Italia, ma moltissime da tanti altri paesi, europei e non – ricordano sulla pagina social del Trust Sostratos –: grazie a tutti, ma purtroppo i posti quest’anno sono davvero limitati a causa delle ferree regole imposte dalla pandemia. Speriamo davvero che le prossime campagne possano svolgersi con il normale numero di partecipanti anche per gli altri nostri cantieri a Orvieto e Norchia».
Venerdì 16 aprile, la conclusione del primo turno di scavo. «Il primo saggio è stato aperto a sud-ovest del Casone – confermano i ricercatori – e, nonostante qualche giorno di condizioni atmosferiche non esattamente favorevoli, i lavori hanno già restituito importanti evidenze. Sono state recuperate dodici sepolture, due di bambini, probabilmente di stato servile. La presenza di un tratto di strada in scorie ci fa pensare che queste sepolture siano relative ad una fase che va dal IV secolo avanti Cristo, tardo etrusco, fino ad un periodo tardo repubblicano. Pochi i materiali recuperati, alcuni di notevole importanza».
Obiettivo? Sempre lo stesso: preservare, restituendo ai cittadini, ai visitatori, il proprio passato racchiuso nel dettaglio dal golfo di Baratti dove – davvero – tutto può trasformarsi in un cantiere per una ricerca che non finisce di sorprendere. E chi non è del gruppo di scavo almeno una visita, anche adesso, spera proprio di poterla fare. –

Autore: Cecilia Cecchi

Fonte: iltirreno.gelocal.it, 20 apr 2021

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