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FIRENZE. Gli Uffizi inaugurano una nuova mostra nonostante la possibile chiusura di tutti i musei.

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Non spaventa l’ipotesi di un’imminente chiusura, alle Gallerie degli Uffizi le attività non si fermano. In attesa che venga reso noto il nuovo DPCM con le misure per il contenimento della diffusione del Covid-19, nel quale, come anticipato la scorsa domenica dal ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini nel corso della trasmissione “Che tempo che fa”, dovrebbe essere disposta la chiusura di tutti i musei, al polo museale fiorentino è stata inaugurata la mostra “Imperatrici, matrone, liberte. Volti e segreti delle donne romane”, dedicata alle figure femminili di spicco nell’antica Roma durante l’età imperiale.
L’esposizione, allestita nella Sala Detti e nella Sala del Camino fino al 14 febbraio 2021, comprende circa trenta opere provenienti dalla ricca collezione archeologica del complesso museale, tra le quali le splendide sculture di Agrippina Minore, celeberrima madre di Nerone, o di Domizia Longina, chiacchierata sposa di Domiziano. Nel caso in cui le Gallerie dovessero chiudere i battenti, il direttore Eike Schmidt ha comunque assicurato che è già tutto pronto per poter affrontare agevolmente quest’eventualità.
Il percorso espositivo della mostra è articolato in tre sezioni e permette di seguire la vita delle donne romane nei primi due secoli dell’Impero (dagli inizi del I alla seconda metà del II secolo d.C.), soffermandosi sui modelli positivi e negativi incarnati dalle imperatrici e dalle donne di maggior fama della casa imperiale, ma anche sulle affascinanti storie di vita quotidiana di matrone e liberte. Così, è possibile ripercorrere le peripezie di Giunia Atte, prima schiava e poi liberta sposata al suo patrono, vittima, probabilmente sotto il regno di Domiziano, di una vera e propria maledizione scagliatale dal marito, abbandonato dopo la morte della figlia comune; oppure venire a conoscenza delle imprese di Pompeia Trebulla, potente matrona dell’élite di Terracina che, circa quarant’anni prima, sotto l’imperatore Claudio, fu in grado di far restaurare a sue spese il tempio dedicato a Tiberio ed alla madre Livia, ponendo così il suo nome accanto a quello degli Augusti in un significativo gesto di indipendenza e potere femminile.
“Le Gallerie degli Uffizi negli ultimi anni hanno dedicato grande attenzione alle tematiche della storia di genere, ribaltando l’immagine tradizionale e tradizionalista delle donne e mostrandone invece il lato creativo, forte e indomito”, ha dichiarato il direttore Schmidt.
Schmidt si è inoltre espresso sulla possibile chiusura generale dei musei. Nei mesi estivi le Gallerie hanno avuto una bella ripresa, puntualizza il direttore, ma già nelle ultime settimane l’affluenza si è di nuovo drasticamente ridotta.
Se il museo dovesse chiudere (da domani giovedì 5/11 il nuovo DPCM prevede la chiusura di musei e mostre, ndr), è stata stimata, in termini di incassi, una perdita di oltre un milione di euro al mese. Anche se le visite in presenza saranno abolite, non si rimarrà però senz’arte, gli utenti potranno comunque godere della bellezza del museo fiorentino sul web.
“Le attività a distanza degli Uffizi non si sono mai fermate, sia attraverso social media, che sul sito online. Anzi, questi canali si sono arricchiti di molti contenuti in questi ultimi mesi, abbiamo una presenza molto solida su cinque canali social, oltre che sul web, e siamo pronti a rafforzare ancora la nostra comunicazione a distanza con il pubblico”, ha affermato Schmidt.

Autore: Federico Maria Santilli

Fonte: www.qaeditoria.it, 4 nov 2020

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