AQUILEIA (Ud). Vetri, lucerne, gemme: in mostra i tesori di Aquileia e Roma.

Pubblicato il : 13 febbraio 2017
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Oltre trecento reperti in mostra: 156 arrivano dal Museo Archeologico Nazionale di Aquileia; altri 150, esposti nell’ambito della mostra che si è appena chiusa ai Mercati di Traiano di Roma, provengono da prestigiosi musei romani e internazionali, tra cui il Römisch-Germanisches Museum der Stadt Köln di Colonia (Germania) e l’Arheološki muzej u Splitu di Spalato (Croazia).
Un viaggio nel mondo dei marchi di produzione e proprietà del mondo romano attraverso vetri, lucerne, gemme, il collare di bronzo di uno schiavo, anfore di varie fogge, strumenti medicali e molti altri oggetti di uso quotidiano, tutti caratterizzati da marchi, loghi, firme e dai più diversi segni di appartenenza. “Made in Roma and Aquileia”, aperta dall’11 febbraio al 31 maggio, sarà inaugurata sabato, alle 18, a Palazzo Meizlik.
L’esposizione è promossa e organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con l’assessorato alla crescita culturale di Roma Capitale e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali, il Polo Museale Fvg, il Comune di Aquileia e l’Associazione Nazionale per Aquileia e con il contributo di Trieste Airport, Banca di Credito Cooperativo di Fiumicello e Aiello e Palmanova Outlet Village.
Il percorso espositivo è curato da Annalisa Giovannini, Marta Novello e Cristiano Tiussi. «Un viaggio straordinario – anticipa Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione – nel mondo dei marchi di produzione e proprietà del mondo romano e nelle scritte più estemporanee di possesso.
È sorprendente, pur nelle innegabili differenze, la modernità di questo uso. Marchi che denotano l’orgoglio per il lavoro eseguito, per la qualità del prodotto e che, talvolta, sono una forma di “tracciabilità”, una certificazione d’origine. In età romana si marchiava tutto. Venivano marchiati, purtroppo, anche gli esseri umani, come dimostra il collare da schiavo in mostra». Aquileia, come Roma, racconta lo svolgersi nel tempo di un rapporto tra produttore, venditore e acquirente e tra l’acquirente e l’oggetto comprato.
Il presidente della Fondazione, Antonio Zanardi Landi aggiunge: «I prodotti della regione, di cui Aquileia è stata per secoli il punto di riferimento, hanno un grado di eccellenza che si ricollega idealmente a duemila anni di storia e a una cultura della produzione che ha radici profonde nel mondo romano e delle grandi città filiate da Roma. Se in Fvg e nei territori vicini operano con successo produttori di acciai speciali e di ferro, artisti del vino, produttori di medicinali, orafi, artisti del vetro e così via non è frutto del caso.
Il successo va ricollegato a una ricerca di eccellenza iniziata ancor prima della nascita dell’Impero e quando buona parte d’Europa era ancora abitata da popolazioni nomadi e con un’economia di sussistenza». La presidente della Regione, Debora Serracchiani, sottolinea che la mostra offre l’occasione per ribadire, da una prospettiva inedita, l’eccellenza del sistema produttivo del Fvg.
«I reperti testimoniano che, già duemila anni fa, abilità tecnica, qualità e gusto hanno reso Aquileia un punto di riferimento per la società antica. È uno di quei casi in cui il nostro passato continua a insegnare: anche oggi la sfida alla globalizzazione si può vincere puntando a produrre e offrire il meglio». Secondo l’assessore regionale alla cultura, Gianni Torrenti, «attraverso i sigilli in mostra emerge la capacità di rappresentare in modo esplicito sia l’appartenenza a un gruppo sia la sua specifica diversità».
Soddisfatto il sindaco, Gabriele Spanghero, secondo il quale “Made in Roma and Aquileia” consente di comprendere ancor più il ruolo storico dell’Aquileia antica. Luca Caburlotto, direttore del Polo Museale Fvg, invece, sottolinea la ricchezza del patrimonio del museo di Aquileia, in grado di rappresentare al più alto livello di qualità e in una vasta serie di tipologie, i beni della vita quotidiana nell’antichità romana.

Info:
Dal mese di marzo ogni mercoledì mattina, sarà possibile prenotare visite e laboratori didattici per le scuole.
La mostra sarà aperta da martedì a venerdì, dalle 10 alle 17, sabato e domenica dalle 10 alle 19, fino al 31 maggio 2017.

Autore: Elisa Michellut

Fonte: www.messaggeroveneto.it, 9 feb 2017

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