POZZUOLI (Na). Montagna Spaccata dei Campi Flegrei: l’incredibile opera dei romani.

Pubblicato il : 27 novembre 2017
Montagna-Spaccata

Uno dei lasciti più importanti dei romani è, senza ombra di dubbio, la conoscenza nel campo dell’architettura e dell’urbanistica. Gran parte delle più importanti città europee si erge su fondamenta millenarie ed in tutto il mondo si ripetono gli stessi schemi e progetti inventati dai nostri antichi progenitori. La Montagna Spaccata, situata nella zona dei Campi Flegrei, è l’esempio lampante del genio architettonico dei romani.
Al tempo il porto di Puteoli, oggi Pozzuoli, era un’importantissima risorsa per tutta la penisola: merci e ricchezze di qualunque genere arrivavano da ogni angolo del Mediterraneo. Il problema era trovare un modo per trasportarle fino a Roma. La via Antica Consolare Campana, lunga 21 miglia, partiva dall’Anfiteatro Flavio di Puteoli e si snodava tra alcuni antichi crateri, passando per i territori di Quarto, Marano, Qualiano, Giugliano ed Aversa, finendo sulla via Appia, collegata direttamente a Roma.
Tuttavia, all’altezza del quarto miglio (dove oggi sorge Quarto), l’asse viario veniva interrotto da un’enorme collina dal diametro di circa 900 metri: uno delle più antiche bocche vulcaniche dei Campi Flegrei. Circumnavigare il luogo rallentava moltissimo i trasporti, già non semplici all’epoca. Così, i romani decisero che se la collina intralciava i commerci doveva venire “spaccata”. La strada, oggi denominata “Montagna Spaccata”, è il risultato dell’importantissima impresa urbanistica.
Il taglio è largo 78 metri nella parte superiore e alto 50. Mura di sostegno furono realizzate sui due lati, lungo i 290 metri di lunghezza. Un lavoro impeccabile che dimezzò i tempi di percorrenza dell’Antica Consolare Campana e garantì lo sviluppo incredibile del porto di Puteoli come base commerciale.
Sono tutt’oggi visibili i resti di quello che sembra essere stato un arco in tufo destinato a sostenere le spinte laterali del terreno: una struttura realizzata talmente bene più di due millenni fa da resistere intatta al terremoto del 1980. C’è ancora molto da scoprire sull’operato dei romani nei Campi Flegrei: basti pensare che gli incendi degli ultimi tempi hanno fatto riemergere un altro tratto di mura della “Montagna Spaccata”.

Autore: Domenico Ascione

Fonte: www.vesuviolive.it, 24 set 2017

Montagna Spaccata: dopo i roghi emergono mura dell’importante strada romana.
montagna 2L’incendio che ha interessato i Campi Flegrei giorni fa ha colpito anche il complesso di “Montagna Spaccata”, il quale ha restituito un nuovo tratto di mura che potrebbero rivelare nuove informazioni sulla bellissima opera di ingegneria romana.
Come si legge su Il Mattino, dalla cenere che ha ricoperto il passo romano, sono emerse nuove mura in opus reticulatum databili al I secolo a.C., come spiega il presidente portavoce del Gruppo Archeologico Campi Flegrei, Raffaella Iovine.
“Grazie a questo rinvenimento abbiamo potuto riconsiderare l’estensione della preziosa opera di ingegneria romana. Ancora, l’assenza di traffico veicolare dovuta alla temporanea chiusura del passo ha consentito di effettuare un’indagine dettagliata del monumento, in particolare è emerso che l’antica via consolare Campana, subito dopo la Montagna Spaccata, virava per un breve tratto verso sinistra, in ripida pendenza. Ciò è testimoniato da i resti di un susseguirsi di arcate funzionali alla stabilità delle pareti, oggi purtroppo perdute, che degradano man mano con un’accentuata inclinazione verso la piana di Quarto Flegreo.”
La Montagna Spaccata è un tratto di strada, di epoca repubblicana romana, che taglia la collina tra la Piana Campana e la Piana di Quarto, formando una sorta di abside naturale di 900 metri di diametro. La strada, ora chiamata “via Campana”, fu creata dai Romani per permettere di trasportare le merci, che arrivavano al porto di Puteoli, verso Roma.
Sui due lati del taglio vennero innalzate delle mura di sostegno, di cui oggi vediamo alcune sezioni. Si tratta di un’importante opera di ingegneria romana che resiste al tempo.

Fonte: www.vesuviolive.it, 28 lug 2017

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