
Le chiese rupestri di Matera, sono architetture religiose spesso affrescate, ricavate in grotte preesistenti modificate o scavate per essere dedicate al culto. Sino a oggi ne sono state individuate oltre 150 in tutto il territorio del Parco. Ma la "Civiltà del vivere in grotta" sulla Murgia materana inizia con la comparsa dei primi uomini e persiste fino ai primi anni '50 con i pastori che disseminarono la Murgia di ricoveri per le greggi e per se stessi, localmente indicati con il nome di Jazz'. Tali insediamenti sono facilmente individuabili perché in genere un muretto "a secco" delimita il perimetro intorno a una o più grotte. A nord di Matera, nel XVIII secolo, la Murgia fu protagonista di un evento che ne modificò il paesaggio.
Lungo la SS 7 Appia che da Matera dirige a Laterza, nacquero le cave di tufo, un fenomeno che ha davvero caratterizzato la zona, e che oggi costituisce una delle attrazioni principali. Pareti verticali alte da 20 a 30 m, sono state intaccate dai segni degli strumenti che si usano per cavare blocchetti di tufo impiegati nell'edilizia; ampie spianate tufacee, oggi parzialmente ricoperte dalla vegetazione, creano l'effetto di maestoso teatro a cielo aperto. L'attività nelle cave continua anche ai giorni nostri, ma con una incidenza nettamente inferiore al passato quando il tufo era il materiale principalmente utilizzato nelle costruzioni. La natura è stata più prodiga dell'uomo che invece in alcuni casi le ha causato dei danni irreversibili...