NAPOLI. Ipogei Ellenistici: sotto la Sanità le tombe dei primi napoletani.

Pubblicato il : 26 ottobre 2017
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Lo stretto legame fra i napoletani ed il concetto di morte è evidente in ogni angolo della città: basti pensare alla reale venerazione che ricevono i resti del Cimitero delle Fontanelle o all’ironia tragica che caratterizza il nostro popolo. Questo rapporto esiste da tempi insospettabili, precedenti persino alla stessa nascita di Napoli. A pochi passi dalle Fontanelle, sepolti sotto i palazzi e le strade della Sanità, esistono ancora i cosiddetti Ipogei Ellenistici.
Le antiche sepolture, circa 150, si sviluppano per circa un chilometro tra via Arena alla Sanità, via Santa Maria Antesaecula, via Vergini, via Cristallini, via Foria e vico Traetta, fino al dorso della collina di Capodimonte. Una vera e propria necropoli, venutasi a creare intorno al IV secolo a.C., che era inizialmente a livello del suolo ed i sontuosi ingressi delle tombe erano ben visibili: oggi, invece, sono situati tutti ad almeno 10 metri di profondità.
Gli ipogei ospitavano i resti mortali dell’aristocrazia del tempo. Per questo motivo erano tutti particolarmente sontuosi, ornati con statue dai colori vivaci, affreschi e colmi di ricchezze. Una rappresentazione tangibile dell’arte del tempo: caratterizzata, ovviamente, da quella greca, ma con caratteri sannitici e, persino, influenze dell’arte egizia ed orientale. Un chiaro esempio di come, sin dagli esordi, l’antica Neapolis raccogliesse culture e conoscenze da tutto il Mediterraneo.
Purtroppo, come racconta anche il Corriere del Mezzogiorno, lo stato di conservazione di questi tesori del sottosuolo è drammatico. Nel corso dei secoli gli ipogei sono stati utilizzati per qualunque scopo: da cisterne per l’acqua a rifugi durante la guerra, fino a divenire, alcuni, discariche per materiali edili. Da anni l’associazione Celanapoli, presieduta da Carlo Leggieri, si occupa di tutelare questo inestimabile patrimonio dall’incuria e dagli agenti atmosferici, riuscendo anche a riportare alla luce meraviglie sepolte.

Autore: Domenico Ascione

Fonte: www.vesuvio.live.it, 21 ott 2017

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